Le insidie di Instagram per freelance (e come evitarle)

Instagram è il mio social media preferito. Mi piace passarci il tempo, trovare ispirazioni, scoprire profili nuovi. Mi piace leggere e commentare i post delle persone che seguo, ridere come una matta con i video di cagnolini (il mio guilty pleasure), fare microblogging con le caption dei miei post. Mi piace un sacco anche fare le foto per i post, mantenere il mio feed ordinato e cromaticamente coerente. Adoro costruire relazioni con le persone che ci sono dietro ai profili: che emozione quando un contatto virtuale assume una dimensione tridimensionale nella vita reale! Potrei continuare la lista di ciò che mi piace di Instagram ma, se sei una freelance come me, saprai che non è tutto rose e fiori. Oggi vorrei metterti in guardia sulle insidie di questo social, che ho sperimentato (e superato) in prima persona.

Uso Instagram perché… Non so perché

Secondo la mia esperienza, la prima insidia di Instagram è non sapere a cosa ti serve. Se sei una freelance e hai scelto Instagram come luogo in cui essere e far conoscere il tuo lavoro, devi sapere esattamente a cosa serve questo canale nella tua strategia di comunicazione e marketing. Io ho una posizione ben precisa al riguardo: sono convinta che, se vendi servizi, Instagram ti aiuta ad accrescere e consolidare la tua brand awarness. Qualunque sia l’uso che decidi di farne tu, occorre avere un piano. Instagram è un social che richiede tantissimo impegno a fronte di una crescita lenta. E per crescita non mi riferisco al numero di follower ma alla fiducia che instauri con le persone che ti seguono, che non sono in automatico potenziali clienti. Insomma, Instagram ti risucchia nel suo buco nero in un nanosecondo, se non sei tu a decidere quanto e come starci.

Il mio consiglio per decidere come vuoi usare Instagram

Parti da domande semplici. Potresti chiederti, per esempio:

  • Che tipo di contenuti voglio condividere su Instagram?
  • Quali argomenti voglio trattare?
  • Quanto tempo ho da dedicare a questo social?
  • In che modo Instagram si inserisce nella mia strategia di marketing e la supporta?

Se hai le idee chiare su questi punti, il grosso è fatto.

La comunicazione della vicina è sempre più verde

La seconda — e anche la più pericolosa — insidia di Instagram è che ti porta a paragonarti agli altri profili, a sostenere un confronto da cui esci sempre perdente. Per altri profili intendo quelli delle competitor o di professioniste in un campo affine al tuo che secondo te hanno una comunicazione fantastica mentre la tua — te lo dici senza la minima indulgenza — fa cagare (true story). Non voglio attaccarti la pezza sul fatto che su Instagram edulcoriamo la realtà, usiamo i filtri e tendiamo a mostrarci fighe (o sfigate “ad arte”). Restiamo focalizzate sul business. Ha senso paragonarti alle tue competitor / altre professioniste? Ovviamente — e sottolineo l’avverbio modale — no. Perché?

  • La professionista in questione si trova in un altro punto del suo percorso rispetto a te. Magari fa il tuo stesso lavoro da dieci anni prima di te, è naturale che sia più esperta o anche solo più disinvolta di te, che invece combatti con la sindrome dell’impostore tutti i giorni.
  • La professionista a cui ti paragoni ha un target diverso dal tuo. Forse in apparenza sembra spiccicata a te, come se lei fosse la tua versione mille volte migliorata. Ma sei proprio sicura che parlate alle stesse persone? È possibile che abbiate un target simile ma di sicuro la cliente ideale non può essere la stessa.
  • Non conosci la strategia della professionista a cui ti stai paragonando. Come ti ho detto, ogni azione su Instagram ha un motivo e la comunicazione supporta — o dovrebbe supportare — una precisa strategia di marketing. Se non conosci la strategia della tua competitor, su quali basi puoi fare un confronto? Sulla bellezza delle parole che ha usato? Quella si può migliorare, non è un (vero) problema.

Il mio consiglio per smettere di paragonarti alle tue competitor

Dal punto di vista del business, guarda la comunicazione delle tue competitor con un occhio il più possibile oggettivo. Chiediti cosa ti piace di quella comunicazione — il modo in cui la tua collega riesce a raccontarsi? Le ispirazioni che dà? Le parole che usa? Le call to action sempre molto naturali e centrate? — e in che modo potresti migliorare la tua sulla base di ciò che ti piace. Non dimenticare mai che la tua comunicazione non deve essere bella ma funzionale per il tuo pubblico.

Mi si nota di più se ci sono sempre o se sparisco?

La terza insidia di cui voglio parlarti è conosciuta con l’acronimo di FOMO, che sta per Fear Of Missing Out, cioè la paura di essere tagliata fuori. Letteralmente si tratta della paura di non essere sul pezzo, di perderti qualcosa, di non mostrare quanto sei figa in ogni momento. Ora, la FOMO è proprio una patologia ma possiamo prendere in prestito il termine e traslarlo sulla vita da freelance, dove si traduce in paura di essere dimenticata. Quando accade questo? Quando è da un po’ di giorni che non pubblichi nulla sui social e ti assale il terrore che le persone che ti seguono si dimentichino che esisti e magari — diononvoglia! — ti tolgono pure il follow. E quindi cosa fai? Pubblichi la prima cosa che ti viene in mente, senza una coerenza con il resto e senza un obiettivo preciso (ogni post di Instagram ha un obiettivo: ce lo ricordiamo, sì?). Ho una notizia per te (preparati, sta per arrivare la banalità del giorno): meglio pubblicare poco ma con criterio, piuttosto che pubblicare tutti i giorni senza una direzione. Insomma: meglio la qualità che la quantità. Forse non sai che su Instagram i post hanno una vita lunga, che supera le 24 ore. Se pubblichi tutti i giorni rischi che i tuoi post vadano in competizione tra di loro.

Il mio consiglio per evitare di andare in panico o di sparire

Pianifica, butta giù un calendario editoriale anche minimo. La pianificazione ti salva la vita, quando non hai idee e pensi “oddiooooo, devo pubblicare qualcosa!”. Mantieni costante la tua presenza nelle Stories, magari con un appuntamento fisso, tipo il caffè della mattina. E se proprio devi allontanarti per un po’ per motivi personali, non sparire da un giorno all’altro, avvisa la tua community, per quanto piccola essa sia. Ti basterà dire che per una settimana, un mese o un tempo indefinito ti farai sentire poco. È un gesto di considerazione nei confronti di chi ti segue con costanza e affetto (e sì, sono sicura che ne hai di follower di questo tipo).

Così fan tutte

La quarta insidia è pensare di dover fare tutto, solo perché l’hai visto fare alle altre. Per esempio, Mosseri, il capoccia di Instagram, ha detto che nel prossimo futuro i contenuti video saranno privilegiati rispetto agli altri. E tutto il mondo di Instagram ha iniziato a fare Reels (molti dei quali piuttosto discutibili, ma vabbè). Quindi devi metterti anche tu a fare i Reels? Dipende. Tu vuoi fare i Reels? Io per il momento non ne ho ancora fatti e il mondo non è imploso. Se girare i video non ti viene naturale, se hai già milioni di cose da fare e non hai tempo di metterti a imparare quest’ennesima novità, lascia stare, concentra le tue energie su ciò che ti aiuta davvero a portare a casa la pagnotta (e dubito molto che siano i Reels). Questo vale per tutto. I caroselli ti fanno venire i conati di vomito? Non farli. Metterci la faccia nelle Stories ti fa venire l’ansia perché sei introversa? Non è un imperativo categorico. Le dirette ti annoiano? Evitale.

Il mio consiglio per stare su Instagram a modo tuo

Fai solo quello che ti senti di fare, fai le scelte che hanno senso per te. Quando hai chiari i tuoi obiettivi, sai a chi parli e hai un calendario editoriale che supporta la tua strategia, è una naturale conseguenza esserci a modo tuo. Poi puoi sempre decidere che ti va di sperimentare e fare qualcosa che non hai mai provato prima, tipo i Reels. Ma lo fai perché vuoi farlo, non perché senti la pressione esterna di doverlo fare.

Questi sono suggerimenti random basati sulla mia esperienza. Non sono la bibbia ma magari ci trovi degli spunti che possono funzionare anche per te. Io credo che essere sui social media per promuovere il nostro business o il nostro personal branding abbia senso quando ci fa stare bene e a nostro agio. Se non è così, sarà una continua sofferenza e non ci porterà risultati.

Se Instagram ti piace ma fai un po’ di fatica a capire fin dove spingere il tuo racconto, prenditi ancora qualche minuto per leggere il post in cui parlo di come stabilire i confini del tuo storytelling. E se hai domande, scrivimi! Rispondo sempre, promesso.
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