#ilmondoinunastoria: un hashtag per la mia community su Instagram

Gli hashtag su Instagram sono aggregatori di contenuti. Funzionano come categorie per organizzare foto e video. C’è chi sostiene che non servano a nulla perché il tuo contenuto si perde nella moltitudine di post/video accomunati dallo stesso hashtag e quindi sono inefficaci per farti trovare. Sarà vero? Secondo me dipende dal tipo di hashtag che usiamo. Non tutti gli hashtag sono uguali. A essere inutili sono quelli troppo generici, per non parlare di quelli che sono talmente grandi da farti rischiare lo shadowban*. La grandezza di un hashtag dipende dal numero di foto/video accomunati da uno stesso tag. A volte l’ordine di grandezza si misura in centinaia di migliaia di post, se non in milioni. Più un hashtag è grande, minore è la sua efficacia nel darti visibilità.

*Lo shadowban è una sorta di ostracismo che Instagram mette in atto perché registra il tuo contenuto come possibile spam e quindi rende il tuo profilo “fantasma” per un numero imprecisato di giorni. Ci sono hashtag “bannati”, che ti conviene non usare mai se vuoi evitare che il tuo post sia rimosso o dia avvio allo shadowban. La lista degli hashtag bannati viene aggiornata di continuo. Dalle uno sguardo, ogni tanto, giusto per star tranquilla.

I community hashtag: quali sono e perché usarli

Gli hashtag che piacciono a me e che, a parer mio, funzionano ancora su Instagram sono i cosiddetti community hashtag, quelli che aggregano una community intorno a un tema. Anche qui ci sono varie sotto-categorie. Io considero davvero community hashtag gli hashtag di ispirazione, quelli che suggeriscono un’atmosfera o uno stile di vita, che motivano, che invitano a cercare la poesia e la bellezza nelle piccole cose.

A cosa serve usare i community hashtag?

Gli hashtag di community sono utili:

  • Se ne sei autrice — A creare ex novo una comunità intorno al tuo hashtag, perché possa identificarsi con i valori del tuo brand.
  • Se ne sei fruitrice — A condividere il mood e i valori di una comunità di persone che usano quell’hashtag, a sentirti cioè parte di un gruppo.

Più gli hashtag di community sono piccoli, nell’accezione di cui ti parlavo sopra, maggiori saranno le possibilità di essere “vista” dalla community che lo utilizza. Come sai, oltre ai profili, su Instagram puoi seguire anche hashtag specifici. Seguendo degli hashtag di community, ti ritroverai nella timeline anche post di profili che non segui ma che hanno utilizzato sotto un post o un video quello stesso hashtag. È un ottimo modo per andare a scoprire nuovi profili fuori dalla tua bolla e per essere a tua volta scoperta dai profili che seguono l’hashtag in questione.

Di chi sono i community hashtag?

Finora l’unico modo per rivendicare la maternità di un hashtag di community è inserirlo nella tua bio di Instagram. Ma questo non ti garantisce che chi lo usa sappia che a crearlo sei stata tu, soprattutto se non conosce e non segue il tuo profilo. Io stessa seguo e utilizzo degli hashtag di cui non conosco la provenienza. A volte vado a leggere e a mettere like a persone che usano #ilmondoinunastoria anche se non le conosco e anche se loro non sanno che hanno usato il “mio” hashtag. Essere madre di un hashtag significa anche lasciarlo andare, fare in modo che muova i suoi passi nel mondo di Instagram senza di te. Gli hashtag, insomma, appartengono a chi li usa. L’importante è usarli senza snaturarli.

Il bon ton dei community hashtag su Instagram

Gli hashtag sono un’occasione per avere uno scambio, per quanto fugace, con utenti — mi piace dire persone — che hanno una sensibilità affine alla tua. Per questo motivo andrebbero sempre usati con rispetto. Se non sai a cosa si riferisce un hashtag, cliccaci sopra, guarda un po’ di foto, leggi le didascalie, cerca di captare l’atmosfera condivisa da quella comunità di persone. Potrà capitarti di trovare anche post che con l’hashtag non c’entrano nulla. In questo caso, vai oltre e continua a cercare. Solo quando ti sembrerà di aver colto il senso dell’hashtag e di averlo fatto tuo, usalo sotto post o video che, nel contenuto o nella caption, siano coerenti con il tema dell’hashtag. Ti faccio un esempio. Mi è capitato qualche volta di usare l’hashtag #tralerighe quando parlavo del mio servizio omonimo. Poi però mi sono accorta che l’hashtag era usato sotto foto che rappresentavano delle righe trovate per caso nell’ambiente circostante. Così, ho smesso di usarlo per promuovere il mio servizio.

Come puoi trovare i community hashtag più adatti a te e a ciò che vuoi comunicare?

Non esiste un elenco ragionato dei community hashtag su Instagram. Si va per tentativi. Tieni in conto che dovrai dedicare un po’ di tempo e diventare un’esploratrice di hashtag. Alcuni suggerimenti:

  • Parti dai profili che segui, scopri gli hashtag che usano sotto i loro post, cliccaci sopra e apri altri mondi, come scatole cinesi che ti rimbalzano da un hashtag a un altro.
  • Cerca su Esplora foto che ti colpiscono, magari per i colori o per l’atmosfera, e vai a scoprire gli hashtag usati dal creator della foto.
  • Segui @progetto.51, un profilo che condivide un hashtag a settimana per un anno o giù di lì. Troverai hashtag di nicchia, poco diffusi e proprio per questo interessanti, con l’indicazione del creator che ne è padre o madre e il significato dell’hashtag. Ho avuto il privilegio di essere ospitata anch’io su @progetto.51 con il mio #ilmondoinunastoria.

  

#ilmondoinunastoria: il mio community hashtag per Instagram

Com’è nato #ilmondoinunastoria?

Quando ho creato #ilmondoinunastoria, sentivo il bisogno di condensare la mia passione per la narrazione autobiografica in un hashtag di community che potesse essere usato da chiunque ami le storie.

#ilmondoinunastoria, nelle mie intenzioni, ha due significati:

  • Ogni storia contiene in sé un mondo, come il tassello di un puzzle gigantesco. Contiene il mondo di chi, quella storia, la racconta e quello di chi, di quella storia, è lettore o lettrice, ascoltatore o ascoltatrice. Un po’ come una goccia di acqua di mare: contiene in sé l’essenza dell’oceano.
  • Ogni storia non è mai solo nostra. Quando decidiamo di raccontarla, la affidiamo al mondo. Apparterrà a chi vorrà leggerla o ascoltarla. E quando la nostra storia risuonerà con la storia di un’altra persona che, nel frammento della nostra narrazione, riconoscerà una parte di sé, da minuscola si farà oceanica. Così, quella storia individuale abbatterà le barriere tra noi e il resto del mondo e si farà voce di persone che nemmeno conosciamo.

Le storie sono amplificatori di emozioni, ricordi, vissuti. #ilmondoinunastoria vuole essere un amplificatore di storie.

A quali post o video puoi abbinare #ilmondoinunastoria?

Puoi ritrarre soggetti di vario tipo (vecchie foto, giocattoli, scorci di panorama…) purché abbiano una storia da raccontare, ricordare, custodire. Anche se sarà un tassello del tuo mondo, potrebbe essere proprio il racconto di cui ha bisogno un’altra persona. Ci avevi mai pensato?

Mi segui già su Instagram? Mi trovi come @anemaestorie, un profilo in cui condivido ispirazioni ed esercizi sulla scrittura per il web, con una particolare attenzione alla scrittura autobiografica. Entra a far parte della mia community: ti aspetto!
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