10 errori da evitare se hai un blog professionale

Hai un blog professionale, legato alla tua attività? Ottimo! Il blog è uno strumento utilissimo per il tuo business. Può aiutarti, tra le altre cose, a:

  • Costruire autorevolezza e reputazione, dimostrando che nel tuo campo ne sai a pacchi
  • Portare visitatori sul tuo sito e far sapere al mondo che ci sei
  • Indicizzare il tuo sito sui motori di ricerca.

Diamo per acquisito che nel tuo blog condividi solo contenuti di valore per il tuo target. Ci sono diversi errori che dovresti evitare per rendere il tuo blog ancora più performante. Ti elenco la mia top 10 degli errori che indeboliscono il potenziale del tuo blog.

#1. Essere incostante

Ogni quanto scrivi sul tuo blog? Se la risposta è quando capita, quando ho tempo, quando ho la Luna in Scorpione, sappi che non funziona.

Avere una costanza e una regolarità di pubblicazione è importante per vari motivi:

  • Piace a Google. Google è un abitudinario, ha bisogno di capire che i tuoi post escono con una certa cadenza, così ti premierà con un’indicizzazione. E — detto per inciso (ma mica poi tanto) — i tuoi post cominciano a posizionarsi dopo mesi da quando li hai pubblicati.
  • Crea un appuntamento con il tuo pubblico. Anche le persone sono abitudinarie, hanno bisogno di certezze. Se la tua lettrice ideale sa che pubblichi un post a lunedì alternati, considererà quei momenti come un appuntamento e, con il tempo, inizierà anche ad aspettarli.

Con quanta frequenza dovresti pubblicare? L’ideale sarebbe una volta a settimana ma, se non ci riesci, cerca di non scendere al di sotto di due post al mese. È un impegno gravoso, lo so bene, ma consideralo in prospettiva: sul lungo periodo, se lo userai nel modo giusto, il tuo blog professionale sarà uno strumento che ti porterà i risultati desiderati.

#2. Improvvisare

Dove vai se il calendario editoriale non ce l’hai? Il calendario editoriale serve a programmare gli argomenti che tratterai nel tuo blog nei prossimi mesi, in accordo con i tuoi obiettivi di marketing. Programmare gli argomenti in anticipo non ti fa perdere tempo, ti fa andare dritta al punto e snellisce il lavoro di comunicazione. Il calendario editoriale non è un mostro senza cuore che limita la tua creatività e impedisce alla tua ispirazione di manifestarsi ma, al contrario, ti salva la vita. Non occorre che sia troppo rigido. Puoi stilarlo ogni tre mesi e, se sopraggiunge un tema di cui hai urgenza di parlare, puoi sempre modificarlo in corsa.

#3. Non sapere a chi stai parlando

A chi si rivolge il tuo blog? Chi è il lettore-tipo? E la tua cliente ideale? Quali persone vuoi raggiungere? Sono tutte domande preliminari di cui devi sapere bene la risposta se vuoi che il tuo blog funzioni. Se non stai parlando al target, i tuoi post potranno essere formalmente impeccabili e molto coinvolgenti ma non cattureranno l’attenzione delle tue potenziali clienti. La comunicazione è una condivisione, uno scambio, non certo un monologo. Metti al centro la tua cliente ideale e scrivi pensando di parlare a lei.

#4. Non mettere i paletti

Quali sono gli argomenti del tuo blog? Non è un aspetto secondario: definire confini, mettere i cosiddetti paletti, ti aiuta a non divagare e a restare focalizzata sul tuo core business. Nemmeno i paletti mortificano la tua creatività, anzi sono proprio i vincoli che la stimolano. Per restare all’interno dei tuoi confini, stabilisci categorie e tag: ti saranno molto utili per non perderti. Quando poi si tratta dei singoli articoli, se sai di essere una persona che tende a partire per la tangente e ad aprire mille parentesi, affidati a una scaletta il più possibile dettagliata.

#5. Alzare muri di testo

Sai che l’aspetto formale di un post è importante almeno quanto il suo contenuto? Cura la struttura formale dei tuoi blog post: inserisci elenchi puntati, usa titoli e titoletti, ricorri al grassetto (ma con moderazione), lascia respirare il testo, rendilo arioso e piacevole da leggere. Non giustificarlo, getta ancore a cui l’occhio può appigliarsi. Le persone leggono online in modo diverso rispetto a come leggono su supporto cartaceo. Guida la tua lettrice a esplorare i concetti più importanti dei tuoi post.

#6. Non mantenere ciò che il titolo promette

Il titolo dovrebbe racchiudere il tema principale di un post. Per questo motivo è importante sceglierlo con cura (possibilmente dopo aver scritto il post) facendo attenzione che rispecchi l’effettivo contenuto dell’articolo. Se leggo un post dal titolo Come preparare la crema pasticciera veg è perché voglio sapere ingredienti, tempo e modi di preparazione. Che delusione sarebbe se, nel leggerlo, io trovassi solo disquisizioni su come si è evoluta nei secoli la crema pasticciera, fino alla versione veg. Potrebbe anche essere interessante ma non era l’argomento che il titolo del post mi aveva promesso. Non dovresti mai infrangere il patto di fiducia con la tua lettrice perché quasi certamente lei non ti concederà una seconda possibilità.

#7. Evitare di curare la grammatica

Ebbene sì, stiamo parlando proprio di ortografia, analisi logica e grammaticale. Un refuso ogni tanto può scappare, soprattutto se è evidente che si tratta di un errore di battitura. Ma non sono ammissibili post — e purtroppo ne ho visti tanti — pieni di errori di concordanze tra soggetto e verbo o tra sostantivo e aggettivo, oppure con errori apparentemente senza importanza, che però sono indicativi della mancanza di cura di chi li ha scritti. Se ti fai un giro su siti e profili vari troverai una marea di perchè e scritti con l’accento sbagliato, per non parlare di qual’è scritto con l’apostrofo, solo per citare i primi strafalcioni che mi vengono in mente. Non si tratta di essere grammar-nazi ma di non tollerare la pigrizia: oggi tutti i programmi di videoscrittura sottolineano in rosso le forme sbagliate. Ignorare quei segni rossi vuol dire fregarsene, pensare che il tempo per cambiare un accento sia tempo perso. Come posso sperare che una professionista che non fa caso ai dettagli possa invece dedicare a me cura e attenzione?

#8. Usare luoghi comuni e parole vuote

Professionista a 360°, leader di settore, comprovata esperienza sono espressioni che ormai sappiamo di dover evitare come la peste. Ma ci sono altre forme più o meno fisse a cui prestare attenzione: i cliché, le espressioni stereotipate, i modi di dire troppo abusati. Questo perché, essendo forme cristallizzate del linguaggio, non sono più in grado di evocare immagini. Allo stesso modo, sarebbe meglio preferire parole dense, concrete, piuttosto che vaghe e fumose per permettere a chi ti legge di capire di cosa stai parlando senza dover ricorrere a interpretazioni che, in molti casi, sarebbero del tutto soggettive. Insomma, magari tu volevi dire una cosa e la tua lettrice ne capisce un’altra, con tutti i rischi del caso.

#9. Non mostrare la tua personalità

Partiamo da un assunto: quasi certamente l’argomento che stai trattando è stato affrontato, approfondito, sviscerato e spammato in centinaia di altri post prima del tuo. Questo non vuol dire che tu non debba parlarne perché nel business, a mio avviso, la banalità non esiste. A fare la differenza è il tuo punto di vista e il tono di voce che usi. Devi cioè emergere tu, con la tua personalità. Quando la tua lettrice legge il tuo post deve ritrovarti subito, riconoscerti. E come può farlo se i tuoi articoli sono noiosissimi agglomerati di dati e informazioni che saranno senz’altro utili e corretti ma che non la incuriosiscono? Per far emergere la tua personalità basta poco. Trova una chiave di lettura diversa, usa espressioni che ti caratterizzano, aggiungi un’esperienza personale che sia calzante con il topic di cui stai parlando. Hai senso dell’humor? Usalo!

#10. Dimenticarti della CTA

Ok, hai scritto il tuo bel post, utile, focalizzato, ben strutturato. La tua lettrice lo legge fino alla fine e poi…tanti saluti. È un’occasione sprecata dimenticare la call to action (CTA), ossia evitare di suggerire a chi legge i tuoi post l’azione successiva da compiere. Esistono molti tipi di CTA da proporre alla tua lettrice. Ad esempio, puoi:

  • Invitarla a dare un’occhiata a un tuo prodotto o servizio, cliccando sul relativo link, sempre che sia pertinente con il post che hai scritto.
  • Chiederle di condividere il post sui social o di inviarlo a un’amica.
  • Proporle di scaricare una risorsa gratuita.
  • Chiederle di iscriversi alla tua newsletter.
  • Consigliarle un altro post su un argomento affine che potrebbe trovare di suo gradimento.

Sono solo alcuni esempi ma, visto che la tua lettrice è approdata sul tuo sito, perché non la inviti a restare ancora un po’?

Se il tuo problema è il blog, dai un’occhiata al mio servizio Tra le righe: la consulenza per testi web pieni di personalità. Fissa la tua discovery call di 15 minuti e parliamone. Ti aspetto! 
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