Raccontati attraverso gli oggetti

Gli oggetti sono evocativi, conservano pezzi di noi e della nostra storia e sono uno strumento perfetto per raccontarsi e fare personal storytelling. In una strategia di comunicazione, lo storytelling crea punti di contatto con il tuo pubblico, ti aiuta a instaurare un rapporto tra il tuo brand e la tua cliente ideale. Gli oggetti possono essere veicolo di questo racconto e contribuire a costruire l’immaginario in cui vuoi accogliere il tuo target. Nel libro La storia del mondo in 100 oggetti, l’autore Neil MacGregor, direttore del British Museum, afferma che un museo è la storia raccontata attraverso gli oggetti. In questo senso, ciascuna di noi può considerarsi un museo, di cui gli oggetti raccontano tappe di vita e momenti topici.

A cosa serve raccontarsi con gli oggetti

Gli oggetti non sono mai solo oggetti. Sono cifrari emozionali, contengono le chiavi di una parte (anche piccola) di noi e del nostro vissuto. Sono contenitori inconsapevoli di storie. Raccontano odi e amori, la prima volta che, quel giorno che abbiamo fatto una cosa importante, le manie e i tic, i riti a cui non vogliamo rinunciare. Parlano di gesti ripetuti all’infinito o compiuti una volta soltanto e poi dimenticati. Gli oggetti delimitano, creano confini narrativi non troppo stretti, aprono stanze della memoria che, a loro volta, contengono cassetti da aprire (o tenere ben serrati). Quando scegli un oggetto per raccontare un frammento della tua storia personale o del tuo carattere, stai facendo una selezione preliminare. In quella scelta devi operare una sintesi, assumere un punto di vista, decidere a quali dettagli dare rilievo, cosa omettere, cosa enfatizzare. Ti trasformi nell’autrice della tua storia.

Gli oggetti sono univoci e riconoscibili e questo crea un terreno comune su cui chi scrive e chi legge si muovono con agilità: chi legge può immedesimarsi nella storia raccontata ed entrare in empatia. È più facile scrivere testi emozionali legati agli oggetti: sono concreti e tangibili ma sono in grado di trasportare in mondi e dimensioni altri da sé, sono personali ma possono farsi universali. Gli oggetti sono i tappeti volanti della narrazione.

Oggetti sì, ma quali?

Qualche settimana fa ho pubblicato sul mio account Instagram un post in cui parlavo di una valigia rossa. La valigia rossa è un oggetto legato alla mia infanzia, ai giochi che facevo con mia sorella. Il suo valore era simbolico, affettivo, mi riportava a un tempo spensierato. Quando scegliamo un oggetto per raccontare un evento della nostra vita, un ricordo o un tratto del nostro carattere, lo facciamo non tanto soffermandoci sull’oggetto in sé quanto sulla relazione che intercorre tra noi e quell’oggetto. Vale tutto: strumenti di lavoro, vestiti e accessori, oggetti di valore e suppellettili, oggetti apotropaici e portafortuna, oggetti inutili o indispensabili, oggetti sacri, profani, consolatori, effimeri, rotti, persi. Quali oggetti puoi scegliere per raccontarti e in base a quale criterio puoi selezionarli? Ecco qualche idea. Scegli un oggetto che:

  • Ti era molto caro quando eri piccola, dal quale non ti separavi mai.
  • È il simbolo di un grosso cambiamento della tua vita.
  • Ti ricorda un evento indimenticabile, nel bene o nel male.
  • È legato ai tuoi talenti, le tue passioni, agli obiettivi raggiunti, ai tuoi insuccessi.
  • Ti è stato donato da una persona importante o in un’occasione speciale.
  • Ti ricorda un cambiamento che hai portato nel mondo.

Gli oggetti possono essere scelti per affinità, certo, ma anche per contrasto. Anche le cose che non sopporti parlano di te e della persona che sei.

Due esercizi per fare storytelling con gli oggetti

Ti suggerisco 2 esercizi che ho sperimentato in momenti diversi della mia vita e che possono aiutarti a usare gli oggetti per raccontarti.

  1. Racconta qualcosa di te — una tua particolarità, un aspetto del tuo carattere, una passione — scegliendo un oggetto dalla tua borsa. In questo caso, il vincolo — hai a disposizione un numero limitato di oggetti in un contesto molto preciso — è un elemento che scatenerà la creatività. Io l’ho fatto durante il corso di perfezionamento in Didattica dell’italiano L2. Da un oggetto all’apparenza banale come le chiavi di casa ho tirato fuori una serie di emozioni legate all’idea di avere per la prima volta un appartamento tutto per me.
  2. Racconta la tua storia con 3 oggetti che rappresentino rispettivamente il passato, il presente e il futuro. Qui puoi spaziare di più con gli oggetti a tua disposizione e la scelta sarà, di conseguenza, più complessa. Ti farai un sacco di domande: cosa voglio ricordare del passato? Cosa rappresenta al meglio il mio presente? Dove voglio andare? Sarà, prima di tutto, un esercizio introspettivo molto potente. Io l’ho fatto quando mi sono presentata alla classe il primo giorno del master in coaching. Ricordo ancora gli oggetti scelti e quello che rappresentavano per me in quel momento. Oggi ne sceglierei altri ma il bello è proprio questo: puoi rifarlo in fasi diversi del tuo ciclo vitale e l’esercizio racconterà piccole storie di te sempre nuove.

Come puoi portare queste narrazioni nella tua comunicazione online?

Lo storytelling non si fa a caso. Va inserito in una strategia di comunicazione e marketing per aiutarti a realizzare i tuoi obiettivi. Do per scontato che questa parte — strategia e obiettivi — tu l’abbia già messa a punto. Puoi usare il racconto di te attraverso gli oggetti in vari modi. Ad esempio, per:

  • Evidenziare un aspetto positivo del tuo modo di essere senza dire apertamente “sono affidabile, precisa, metodica” ma lasciando che sia la storia che racconti a far emergere questi tratti.
  • Far comprendere, sempre in modo indiretto, con quale tipo di cliente non vuoi lavorare, dando risalto a qualcosa che non sopporti o non tolleri.
  • Creare connessioni emotive con il tuo pubblico sulla base di ricordi che accomunano generazioni o spiriti affini;
  • Attrarre persone con i tuoi stessi valori — di vita e di lavoro — raccontando qualcosa che per te è importante e rappresenta un valore irrinunciabile.
  • Coinvolgere la tua audience in modo più ludico e scherzoso invitandola a condividere un oggetto “mai più senza”;
  • Raccontarti in modo diverso dal solito con uno degli esercizi che ti ho proposto.
  • Parlare di un fallimento, attraverso un oggetto legato a quell’esperienza, da cui hai tratto un grande insegnamento;
  • Spiegare come hai preso ispirazione per un tuo prodotto o un tuo servizio da un oggetto che avevi da bambina o che apparteneva a tua madre o a una persona cara.
  • Fare un parallelismo tra gli oggetti di ieri e di oggi e parlare di com’è cambiato il tuo modo di relazionartici, e il concetto stesso di oggetto di valore.
  • Raccontare una storia di riscatto e cambiamento che possa ispirare la tua audience.
Puoi trovare mille altri modi per fare storytelling attraverso gli oggetti. Se decidi di cogliere uno di questi suggerimenti e di usare alcuni di questi spunti sui social, taggami (mi trovi su Facebook e su Instagram): sarò molto contenta di leggerti e di commentare. E se questo post ti è piaciuto, diffondilo: è impaziente di andarsene in giro a vedere un po’ di mondo.
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