Cura la struttura formale dei tuoi blog post

La situazione

Devi scrivere un nuovo post per il tuo blog. Sai cosa scrivere, hai superato l’ansia della pagina bianca, hai pure fatto la scaletta. Ma quando si tratta di organizzare il testo in modo che invogli alla lettura, ti assalgono mille dubbi. In quanti paragrafi devo dividerlo? Meglio l’elenco puntato o numerato? Che faccio, lo metto un titoletto?

Migliora la user experience del tuo lettore

Con questo articolo vorrei darti delle dritte generali per scrivere un post del blog che si faccia leggere volentieri. Non amo i precetti, non sono tipo da “si fa così e basta”, quindi prima di cominciare voglio spiegarti perché è importante curare la struttura formale di un blog post e, in generale, dei testi per il web. Sai quanto tempo ci mettiamo a decidere se leggere o meno un testo online? Dai quattro ai sette secondi. Certo, è importante l’argomento, certo l’attacco accattivante aggancia ma, in questo caso più che mai, è vero il detto che anche l’occhio vuole la sua parte.

Migliorare la user experience per il tuo lettore, ossia la facilità e la piacevolezza di lettura del testo, darà un sacco di chance in più al tuo post di essere, se non letto per intero, almeno scorso per sommi capi — e ti assicuro che è un traguardo niente male. Se il tuo lettore si trova davanti il classico muro di testo asfittico, si sentirà scoraggiato e salterà al contenuto successivo che gli propone il magico mondo del web. Scrivere un testo arioso è come dare respiro allo sguardo. Usare degli accorgimenti visivi aiuta a guidare gli occhi, ad accompagnarli sul messaggio importante che vogliamo trasmettere. Che dici, ti ho convinto?

Come si legge online: struttura a F, skimming e scanning

Se sai come le persone leggono online, saprai su quali punti — visivi e testuali — concentrarti. È un fatto: leggiamo in modo diverso i testi cartacei e quelli online.

Struttura a F

La tecnologia dell’eye tracking, il tracciamento di sguardi, ha permesso (a chi, non saprei) di disegnare una mappa di come l’occhio umano si sposta sulle pagine web. Lo schema che viene fuori assomiglia a una F. Prima leggiamo il primo paragrafo o le prime righe, poi il nostro occhio va a caccia di appigli: si sofferma su parti di frasi, su porzioni di testo sempre più piccole, sui titoli, sui link. Ecco perché i testi per il web non vanno mai giustificati ma allineati a sinistra. I buchi formati dagli spazi bianchi all’interno delle righe testuali distraggono la lettura. Invece, gli scalini che si formano sul lato destro dello schermo aiutano l’occhio ad orientarsi e sono essi stessi un appiglio.

Skimming e scanning

Sono due metodi di lettura veloce che abbiamo imparato ad applicare alla lettura sul web.

  • Lo skimming lo conosci bene: lo fai tutte le volte che saltelli qua e là su un articolo, in cerca di parole chiave e dei concetti più importanti, per farti un’idea generale. Le ancore, in questo caso, sono vitali: grassetti, titoletti, elenchi puntati ci vengono in soccorso e ci aiutano a capire se vogliamo spendere qualche minuto del nostro tempo nella lettura di quel testo.
  • Lo scanning è un’operazione simile a quella di cercare un lemma sul vocabolario: passiamo in rassegna un contenuto in cerca di un’informazione specifica. Un po’ come quando leggi un articolo di Aranzulla e salti tutti i bla bla bla iniziali e, intorno alla metà del post, trovi finalmente l’informazione che ti serviva.

Come strutturare un blog post dal punto di vista formale

Il titolo

Diciamo la cosa più ovvia e togliamoci il pensiero: il titolo è il primo elemento che attira l’attenzione. Deve essere chiaro e sintetizzare l’argomento del post. Va benissimo se è spiritoso, ironico, creativo, comunque coerente con il tuo tono di voce. Cerca di evitare titoli:

  • Troppo criptici, che quando li leggi pensi “eh?”. I titoli di questo tipo sono fumosi, ambigui, non mi fanno capire subito se l’argomento di cui si parla mi interessa. Se ho quattro secondi per decidere, forse mi hai già persa.
  • Troppo furbetti, che promettono ma non mantengono. Cioè se mi dici che il post parla di come fare una collana con il fimo, io mi aspetto un mini-tutorial. Se non lo trovo e invece mi racconti la rava e la fava su come hai imparato a lavorare il fimo, mi sentirò presa in giro e la prossima volta ci penserò due volte prima di leggere un tuo post.
  • Troppo sensazionalistici, tipo “il segreto che non ti hanno mai rivelato per…”, “il metodo definitivo per risolvere…”. Opta per titoli onesti, che risolvono un problema del tuo target ma non gli cambiano i connotati.

In generale, il titolo stabilisce un rapporto di fiducia con il tuo — o la tua — cliente ideale. La semplicità paga sempre: il tuo lettore te ne sarà grato. Quanto deve essere lungo un titolo? Non troppo: intorno ai 60-70 caratteri, così non viene troncato sui motori di ricerca. E poi un titolo breve è più incisivo.

Nota: hai presente i titoli come “5 modi per…”, “7 suggerimenti per…”? Sono molto efficaci, siamo d’accordo, ma cerca di non esagerare perché alla lunga stufano.

I titoletti

Sono un altro elemento che cattura l’attenzione dell’occhio: usali! Dividi il testo in macro-argomenti, e assegna a ognuno un titoletto. Anche in questo caso, cerca di condensare il contenuto dell’argomento che quel titoletto introduce. Oppure usa il titoletto per fare un’affermazione che andrai a sviscerare subito dopo. Puoi usare titoli di dimensioni diversi per indicare una gerarchia: macro-argomento + sotto-argomenti, un po’ come ho fatto in questo post. Se usi WordPress, ti consiglio di non scendere oltre l’H3.

I paragrafi

Spesso i titoletti introducono un paragrafo ma non è sempre così. A volte uno stesso sotto-argomento si può spacchettare in mini-argomenti — insomma, immagina una matrioska di argomenti — che rendono opportuno suddividere il testo in più paragrafi. Lo spazio bianco tra un mini-argomento e un altro darà ulteriore respiro al post e consentirà al tuo lettore di capire che si sta parlando di temi diversi. La buona regola da seguire sarebbe: un argomento = un paragrafo. Eviterei, invece, di andare a capo a ogni frase perché è una pratica che distrae e crea confusione (sì, lo spazio bianco va dosato bene). Il discorso cambia se vuoi dare enfasi a un’affermazione (una, non cento). Ma qui siamo già in zona stile e tono di voce.

Elenchi puntati e numerati

Gli elenchi sono tra gli strumenti più efficaci per catturare lo sguardo. Non solo creano respiro visivo in un contenuto web ma, grazie alla struttura schematica, sono chiari e si fanno ricordare facilmente. Usali quando vuoi elencare, appunto, caratteristiche, domande, istruzioni, e così via. Cerca di trovare un verbo o un’espressione che regga tutti i punti del tuo elenco e fa’ in modo che i punti siano coerenti tra loro. Si dice che l’elenco numerato presupponga una gerarchia dei punti ma io non sono d’accordo. Se, ad esempio, il tuo post è “5 suggerimenti per…”, i punti possono essere in ordine sparso, non per forza in sequenza.

Grassetti

I grassetti fanno cadere l’occhio sulle frasi-chiave, quelle che rendono il senso di un intero paragrafo. È bene, però, non esagerare: meglio una sola frase — o anche una sola parola — per paragrafo. Se tutto è importante, allora nulla è importante. Eviterei anche troppi colori. Mi è capitato di vedere in uno stesso blog post: frasi in grassetto; frasi in corsivo (peraltro usato a sproposito. Il corsivo si usa per le citazioni, per i termini su cui si vuol far cadere l’accento, per i titoli di libri, film, ecc., per alcuni nomi di monumenti e simili) e di colori diversi rispetto al testo; parole colorate (di un colore ancora diverso) corrispondenti ai link. Forse è un po’ troppo. Allenarsi a mettere pochi grassetti aiuta a fare un lavoro di sintesi e a selezionare le informazioni cardine.

Nota: nei testi per il web si sconsiglia l’uso del sottolineato perché rimanda a un contenuto cliccabile.

Link

È un’ottima idea, anche in ottica SEO (di cui — te lo dico — non sono un’esperta), inserire un circuito di link che rimandino ad altri post del tuo blog o anche ad articoli esterni che ritieni rilevanti nel contesto del tuo post. Evita frasi come “come dico in questo post”. Inserisci, invece, il link direttamente su una parola o una perifrasi che richiami il post che vuoi linkare. Anche in questo caso la regola aurea è non esagerare con il numero di link (quattro o cinque possono bastare). Guidare l’occhio è un conto, distrarlo è un attimo.

Lunghezza

Quanto deve essere lungo un post del blog? La lunghezza ottimale è tra le 500 e le 1000 parole, a meno che non sia una guida (come questo post). E allora puoi arrivare fino alle 3000 parole circa. Se il post è molto lungo, può essere una buona idea suddividerlo in puntate. Altrimenti, se ritieni che l’argomento vada trattato senza interruzioni, puoi inserire all’inizio del post un indice degli argomenti, come si fa per i libri, per agevolare lo scanning. Ripeto: fallo solo se hai scritto una guida lunga. Se il tuo post è breve e agevole, l’indice lo appesantisce senza che ce ne sia un reale bisogno.

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2 risposte

  1. Che post prezioso! Mi piace tantissimo che spieghi come si fa e al tempo stesso lo dimostri con il post stesso 💖 . Grazie, cercherò di mettere in pratica i tuoi consigli.

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