Perché dovresti innamorarti della scrittura autobiografica

Se ti chiedo di pensare alla scrittura autobiografica, forse ti verranno in mente le autobiografie di personaggi famosi: Andre Agassi, Michelle Obama, Marina Abramovic, per citarne solo alcuni recenti. È probabile che non ti sfiori nemmeno l’idea che la scrittura autobiografica possa riguardarti e addirittura essere utilissima, se fai un lavoro in proprio (ma non solo).

Cos’è la scrittura autobiografica

La scrittura autobiografica è tutto ciò che riguarda lo scrivere di sé, ossia l’autonarrazione. Comprende diversi generi o, come mi piace chiamarle, modalità di espressione. Non solo autobiografia, quindi, ma anche memoir, diari, lettere, blog fino ad arrivare ai romanzi di autofiction. Forse adesso ti sarà più chiaro in che modo la scrittura autobiografica ti riguarda. Ogni volta che parli di te sui social, che invii un messaggio a un’amica raccontandole come stai e cosa stai vivendo, ogni volta che affidi a un quaderno i tuoi pensieri, stai facendo scrittura autobiografica. Il racconto, e quello di sé in particolare, è un’attitudine innata e peculiare dell’essere umano.

Perché mi sono innamorata della scrittura autobiografica

Raccontiamo la nostra storia per ragioni diverse, il più delle volte perché vogliamo essere viste e ricordate. Allo stesso tempo, ci tratteniamo dal rendere pubblico il nostro racconto: lo giudichiamo, ritenendolo banale, insulso, privo di attrattiva, poco interessante. Durante il mio recente passato di life coach ho conosciuto donne incredibili, con un’energia e una forza pazzesche, donne dalla sensibilità a fior di pelle e dai tormenti profondi. Tutte avevano una storia da raccontare ma non si sentivano legittimate a farlo. Ho iniziato, allora, a sognare un mondo dove ogni persona — e in particolare le donne — abbracciasse il diritto di raccontare la propria storia a modo suo. Tutte le storie meritano di essere raccontate, ascoltate, custodite, tramandate. E io voglio contribuire, pur nei limiti del mio campo d’azione, a realizzare questa visione.

Perché anche tu dovresti innamorarti della scrittura autobiografica

Praticare la scrittura autobiografica ha diversi vantaggi. Ad esempio:

  • Ti aiuta a guardarti dalla giusta distanza. L’atto di tradurre in forma scritta le proprie emozioni e i propri stati d’animo serve a oggettivarli e mettere una distanza tra sé e il proprio vissuto. Soprattutto nella forma di diario, la scrittura autobiografica è anche terapeutica, aiuta a mettere ordine, a guardare alla propria storia con un coinvolgimento diverso e a trovare le risposte nel luogo in cui sono sempre state. Se riesci a sospendere il giudizio, la scrittura autobiografica ti porterà compassione per te stessa e una maggiore chiarezza delle situazioni.
  • Ti consente di cambiare la tua narrativa personale. Il modo in cui ti racconti la tua storia costituisce la tua narrativa personale. Quando la scrivi, devi assumere un punto di vista, uno sguardo che sia il più possibile neutro. E se sei coraggiosa abbastanza, puoi decidere che quella storia che ti sei sempre raccontata in un certo modo — o che gli altri ti hanno raccontato così e che tu hai preso per buona — può essere guardata da altre prospettive e diventare una storia nuova, anche se gli avvenimenti sono gli stessi.
  • Ti fa selezionare i ricordi e (ri)scrivere il tuo finale. Quando scrivi la tua storia, fai una selezione dei fatti salienti, quelli importanti, quelli da trascurare o da enfatizzare. Sei come una sceneggiatrice che decide le atmosfere e le scene. E naturalmente anche il finale. E se poi non ti piace, c’è sempre tempo per riscrivere un finale che ti piaccia di più.
  • È la base dello storytelling. Lo storytelling non è solo la capacità di affabulazione ma soprattutto l’arte di usare la narrazione come strumento di comunicazione. Per fare storytelling non puoi raccontare i fatti tuoi a caso, devi scegliere cosa, come e dove raccontare. Il punto di partenza è sempre tua storia. Imparare a usarla è importantissimo, se sei una libera professionista e per lavoro ti racconti online.

Dalla scrittura autobiografica alla narrazione autobiografica

La scrittura non è l’unico modo per raccontare la propria storia. Tutto ciò in cui infondiamo un pezzo di noi parla di chi siamo. Nei miei percorsi uso, per lo più, la scrittura — è vero — però mi piace usare anche altri strumenti di narrazione autobiografica, come il disegno o il collage. Non occorre essere esperte o dominare una tecnica per cimentarsi con strumenti diversi dal solito. Bastano curiosità e voglia di sperimentare. Conoscersi è un viaggio e capita di affrontarlo con equipaggiamenti inconsueti.

Sei tu la tua storia e hai il potere di (ri)scriverla a modo tuo. Ecco a cosa serve la scrittura autobiografica: a darti voce e a contenere le tue moltitudini. Non te ne sei innamorata?

Qual è la tua storia? Se ti va di raccontarmi (e il termine non è usato a caso) com’è il tuo rapporto con la scrittura autobiografica, lasciami un commento. E se questo post ti è piaciuto, perché non lo condividi sui social? Magari c’è qualcuno lì fuori a cui potrebbe essere molto utile.

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3 risposte

    1. Ciao Loretta,
      in base alla mia esperienza, posso solo dirti: buttati! All’inizio non devi scrivere chissà cosa. Basta un pensiero che ti passa per la testa, una riflessione, un ricordo che ti viene in mente annusando un profumo. Prendi un quaderno e consacralo (lo so, è un termine forte ma così ti aiuta a dare a questa attività un valore importante) allo scrivere di te. Provaci e poi fammi sapere 😉

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