È troppo tardi per realizzare i tuoi sogni?

Quando mi sono iscritta al master in coaching, non pensavo che avrei lasciato il posto fisso per fare del coaching la mia professione. Mi aveva spinta il desiderio di “lavorare su di me in modo approfondito”. Era questa la scusa che mi ero raccontata per giustificare quell’investimento – di risorse economiche e interiori – fatto in un momento della mia vita in cui sentivo di dover attuare un cambiamento bello grosso. Più passava il tempo, più approfondivo, e più l’intuito mi suggeriva che il coaching sarebbe potuto essere la mia strada. Ma io ero una donna con la testa sulle spalle, non certo una che dà retta all’intuito. E avevo un buon lavoro. Quella fiamma che si accendeva quando pensavo al coaching si sarebbe affievolita, era solo un capriccio passeggero. Insomma: non avevo più l’età per i colpi di testa o per decidere di cambiare lavoro, non ero mica matta!

È troppo tardi, non ho più l’età

Ti è mai capitato di pensare: “è troppo tardi per…” o “non ho più l’età per…”? A me molto spesso, durante tutta la vita. Nella mia percezione di come sarebbero dovute andare le cose, sono arrivata spesso tardi a raggiungere traguardi che gli altri tagliavano nei tempi “giusti”. Così, quando si è trattato del coaching, prenderlo in considerazione per farne una professione non era un’opzione valutabile. Mortifera, la voce del mio darkside, continuava a ripetermi che ero troppo vecchia, che c’erano persone più esperte e qualificate di me, che non avrebbe funzionato e che ormai ero adulta e, pertanto, dovevo comportarmi in modo responsabile e avveduto.

Per riuscire a dar spazio alla voce dei miei sogni e dei miei desideri, soffocata dall’invadenza del mio critico interiore, ho dovuto smontare quella convinzione – è troppo tardi – pezzo per pezzo, renderla innocua. Mi sono chiesta per quale motivo continuassi a usare l’età come scusa per non prendermi la responsabilità di pronunciare ad alta voce i miei desideri. Ho dovuto sospendere il giudizio, imparare a non censurarmi, darmi il permesso di desiderare.

Sogni, rimpianti e felicità

Quando non abbiamo il coraggio di esplorare i nostri sogni, prima ancora di decidere se dar loro credito, viviamo con un senso sotterraneo di frustrazione, crogiolandoci nel rimpianto di aver rinunciato a qualcosa che avrebbe potuto renderci felice. E, rimpiangi oggi, rimpiangi domani, il tempo passa e si fa sempre più tardi.

Il sogno è un desiderio ritenuto impossibile, la cui realizzazione ci porterebbe un senso di benessere e appagamento. Quando attribuiamo la causa della nostra infelicità a un sogno che non abbiamo avuto il coraggio di inseguire, dimentichiamo un elemento essenziale: il fine ultimo. Se, cioè, pensiamo che il coronamento di quel sogno ci avrebbe fatto sentire bene, perché dovrebbe essere troppo tardi per realizzarlo? Ridimensionare il valore cruciale di quel sogno potrebbe aiutarci a vederlo ancora alla nostra portata. Non si tratta più di stravolgere la nostra vita ma di adattare quel sogno alla vita che abbiamo adesso.

Ipotizziamo che tu volessi fare la ballerina classica ma che, per un qualche motivo, non avessi mai preso lezioni di danza. Così, sei vissuta nel rimpianto: chissà come sarebbe stata (bella) la tua vita, se avessi dato una possibilità a quel sogno! È troppo tardi per iniziare ora? Dipende. Se vuoi diventare la prima ballerina della Scala, ci sono molti requisiti “oggettivi” che non soddisfi per realizzare il tuo sogno. Ma se vuoi prendere lezioni di danza perché pensi che possa portarti un beneficio (al corpo, allo spirito, alla tua consapevolezza), perché dovresti limitarti? Puoi cercare una scuola in cui si impartiscono lezioni agli adulti. Il punto è: per quale motivo vuoi realizzare quel sogno? Non è detto che il fatto di non averlo coronato prima – quando credevi fosse il tempo “giusto” – abbia condizionato negativamente la tua vita. Quindi, se il tuo intento era introdurre quel sogno per star bene, allora no, non è troppo tardi. Ragionando in questi termini, riesci a sospendere il giudizio: cercare di realizzare un sogno non significa per forza cambiare vita.

Realizza il tuo sogno

Ricapitoliamo: ti sei data il permesso di desiderare, hai tenuto a bada il tuo darkside, raccontandogli che non vuoi buttare alle ortiche i traguardi che hai raggiunto, ma vuoi solo fare un’attività che ti porti benessere. Come procedi ora?

  • Tira fuori i sogni e selezionali. Che i tuoi sogni siano rimasti chiusi in un cassetto, in un vecchio baule o in cantina, è arrivato il momento di tirarli fuori e di tenerli un po’ all’aria. Ti può essere molto utile un esercizio di scrittura creativa che possiamo adattare alle nostre esigenze. Prendi un filo grosso, tipo spago, e tendilo tra due pareti nella stanza in cui riesci ad avere un po’ di privacy. Puoi ancorarlo con delle puntine da disegno, che lasciano dei buchi piccolissimi. Poi scrivi i tuoi desideri e i sogni proibiti, ciascuno su un pezzo di carta, e appendili con delle mollette per il bucato, proprio come se fossero panni stesi. Scritti nero su bianco, appesi in bella vista, prenderanno consistenza e ti sarà semplice capire se sono ancora così importanti per te. Magari volevi fare la ballerina quando avevi otto anni ma oggi è un sogno che puoi lasciar andare. Tieni solo i sogni che ti fanno davvero sussultare.
  • Fai un progetto. Ciascun sogno resta un vagheggiamento se non lo trasformiamo in un progetto. Cerca di valutare la fattibilità del tuo sogno: magari c’è qualche variazione che devi apportare per renderlo più concreto e funzionale. Scomponi il tuo progetto in step. Per diventare coach, sapevo che dovevo finire il master, iniziare e concludere il tirocinio, mollare il mio lavoro da dipendente e trovarmi un lavoro part-time per tamponare. Ogni step, a sua volta, va circoscritto nel tempo (no, questa volta il tempo non lo perderai) e, se necessario, va suddiviso in step più piccoli. Chiediti di quali risorse hai bisogno per realizzare il tuo progetto. Possono essere risorse economiche ma anche umane: un’amica che ti accompagni al corso di danza o un dog-sitter che ti tenga il cane quando non sarai in casa, ad esempio.
  • Mettiti all’opera. Ora che hai il tuo piano dettagliato, non bloccarti: è il momento di compiere tutte le azioni necessarie per realizzare il tuo sogno nella realtà. Magari ci vorrà del tempo (ancora?) ma magari, invece, riuscirai a fare tutto in tempi record.
  • Goditi la realizzazione del tuo sogno. Ti sembra banale? Penserai: dopo tutti gli sforzi che ho fatto, certo che me lo godo! Uhm, fai attenzione: il tuo darkside è sempre pronto a dimostrare le sue tesi, e cioè che in fondo è stata tutta fatica sprecata e che quell’energia e quel tempo potevi impiegarli in modo più proficuo. Quindi, non farti fregare: metti a punto una strategia per difenderti dagli eventuali “attacchi interni” che minano il tuo entusiasmo.

E se il tuo sogno, una volta realizzato, si dovesse rivelare una delusione? Un po’ come succede quando hai un’altissima aspettativa verso un evento ma poi, quando finalmente si verifica, ti accorgi che non era tutto questo granché. Non demoralizzarti, hai molto di cui poter essere contenta: hai neutralizzato una convinzione limitante, hai sferrato un bel colpo al tuo lato ombra, hai avuto il coraggio e la determinazione di progettare un sogno che ti stava a cuore. Direi che motivi per essere soddisfatta tu ne abbia tanti, che ne pensi? Io sono più propensa a credere che non resterai delusa perché hai dato spazio nella tua vita a qualcosa che ti rendeva felice. E per imparare a farlo non è troppo tardi, mai.

Se, leggendo questo post, hai pensato che potrebbe interessare a quella tua amica che vive nel rimpianto, condividilo con lei.

Se, invece, vuoi dirmi cosa ne pensi, puoi lasciarmi un commento oppure scrivermi in privato all’indirizzo ciao@giovannamartiniello.it.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla mia newsletter, c’è pure un regalo

La mia newsletter si chiama Passaparole e contiene una buona dose di fatti miei. Niente di scabroso, eh! Una volta al mese, il 17 alle 17:00 (scaramanzia portami via), condivido con te riflessioni sulla vita e ispirazioni varie, che penso possano esserti utili per guardarti da punti di vista diversi. Con l’iscrizione ricevi subito in regalo Io brillo da sola, un piccolo ebook con 10 esercizi creativi per (ri)scrivere il mood di una giornata storta. Che fai, ti iscrivi?