Tenere un diario: uno dei modi più immediati per scrivere di sé

Hai mai tenuto un diario? Io ne ho scritti vari, durante fasi diverse della mia vita. E non solo perché sono una grafomane e una feticista di carta e cancelleria varia, ma soprattutto perché sentivo che mi faceva bene: mi aiutava a fissare i ricordi — avevo paura di dimenticare pezzi di vita — e a ragionare sulle situazioni, smorzando l’interferenza delle emozioni. Lo dice anche la scienza che scrivere a mano fa bene perché permette di attivare l’emisfero sinistro del cervello, dove risiede la capacità logica. Ed è proprio questo che fa lo scrivere di sé: ti aiuta a dare un senso logico alle esperienze e a mettere ordine nella matassa ingarbugliata di emozioni e pensieri. Ho ripreso a tenere un diario qualche anno fa con le pagine del mattino, uno dei due esercizi base del percorso La via dell’artista di Julia Cameron (l’altro è l’appuntamento con l’artista). Consiste nello scrivere tre pagine di diario ogni mattina appena sveglia, per evitare che si attivi il censore interno. Non bisogna rileggere le pagine, se non a distanza di mesi. Ho tenuto questo diario per un anno e mezzo e mi è piaciuto un sacco. Poi ho deciso di provare qualcosa di nuovo e ho sperimentato vari tipi di journal.

Si fa presto a dire diario

Se ti dico diario, forse la prima immagine che ti viene in mente è quella di un quaderno chiuso con un lucchetto e ti senti proiettata di colpo ai tempi dell’adolescenza, in cui eri preda di tempeste ormonali ed emozionali. Il concetto di diario si è molto evoluto negli ultimi anni, soprattutto grazie al journaling. Non uso un termine inglese perché fa figo ma perché il concetto di journaling è intraducibile in italiano, a meno di usare delle perifrasi. Se digiti il termine su YouTube, ti assicuro che ti si aprirà un mondo ed entrerai nel vortice senza uscita dei tutorial, inizierai ad acquistare gadget di cancelleria di cui ignoravi l’esistenza e non potrai più fare a meno di washi tape & co. (io ne sono la prova vivente). Il journaling è un’espressione artistica, un connubio di scrittura e creatività. È un modo per esprimere chi sei attraverso il mezzo che ti è più congeniale. Si può tenere un diario collezionando pezzi di carta legati a ricordi, facendo schizzi o collage, scegliendo un tema specifico. Insomma, non c’è limite al potere dell’immaginazione. Se vuoi esplorare diversi tipi di journal ti segnalo il progetto #12journalsproject di Micaela Terzi, la massima esperta italiana sull’argomento.

Ti ho convinta a tenere un diario? Ecco qualche suggerimento prima di cominciare

  • Scegli quaderno e penna. Scegli un quaderno che ti piaccia. Deve non solo incontrare il tuo gusto estetico ma anche avere delle pagine che ti invoglino alla scrittura. Quindi valuta anche la consistenza del foglio e le sue caratteristiche (bianco, a righe, a quadretti, liscio, ruvido…). Non sottovalutare l’importanza della penna. Usare una penna che scivoli sulla carta e favorisca il gesto della scrittura può fare la differenza. Magari invece preferisci la matita (di che tipo? Con quale mina?) o i pennarelli colorati. Vale tutto: l’importante è che tu ti predisponga alla scrittura di un diario in modo che sia un’esperienza piacevole.
  • Cerca la solitudine e la riservatezza. Forse ti sembra scontato ma preferisco dirtelo chiaro e tondo: dedicati al journaling in solitudine, lontano da occhi e domande invadenti. Scegli un momento della giornata in cui sai di poter restare sola e in santa pace.
  • Non ti forzare. Ci sono delle tipologie di diario che hanno senso se le porti avanti con continuità. Ma anche in questi casi se salti ogni tanto, non muore nessuno. Se invece opti per un diario senza un tema specifico, non ti costringere a scrivere se non ne hai voglia. Altrimenti il diario si trasformerà nell’ennesima task della tua to-do list e perderà la connotazione di piacere, che è uno degli elementi essenziali per la sua efficacia. Allo stesso modo, non ti forzare nemmeno a scavare nel torbido o a scrivere cose profonde. Il diario deve farti star bene, sei tu a decidere le regole.
  • Sospendi il giudizio. Manda a spasso il tuo editor interiore. Non stai scrivendo per essere letta da qualcuno o per essere pubblicata. I tuoi pensieri e le tue emozioni meritano di essere accolte senza giudizio. Non badare agli errori di grammatica e pazienza se ti scappa una parolaccia. Le pagine del diario sono il luogo in cui puoi essere te stessa e mostrare aspetti di te che non conosce nessuno. Non mettere limiti a quest’occasione.
  • Non lamentarti (troppo). Se però ti accorgi che tenere un diario sta diventando una scusa per lamentarti e basta, prova ad aggiustare il tiro. Va bene lo sfogo ma la lamentela fine a sé stessa, senza che ci sia una spinta al cambiamento, ti serve solo a inasprirti ancora di più e addio effetti benefici del diario.

L’importanza dei prompt per tenere un diario

Quando non sai cosa scrivere, perché magari la pagina bianca ti mette ansia, un buon espediente può essere avere dei prompt. I prompt sono dei temi, delle idee, dei suggerimenti che, il più delle volte, sono semplici suggestioni che ti danno il la. Ce ne sono tantissimi, alcuni molto specifici (la lista dei miei libri preferiti, il colore che amo di più…), altri più vaghi ed esistenziali (le mie paure, le lezioni che ho imparato nella vita…). Se hai deciso di usare un prompt, ti suggerisco di scegliere a priori gli argomenti. Partire con una domanda è sempre una buona idea, perché ti motiva a cercare una risposta, quindi a riflettere e a…scrivere. Inoltre, la domanda diretta ti consente di selezionare gli argomenti e di circoscriverli.

Ecco un elenco (random e tutt’altro che esaustivo) di prompt per iniziare a fare journaling:

  • Come dovrebbe essere per te una giornata perfetta?
  • Come sei cambiata rispetto a cinque anni fa? Quali sono stati i cambiamenti più significativi?
  • In quali momenti ti senti bene con te stessa?
  • Se dovessi partire per un viaggio, quale libro porteresti con te e perché?
  • Se potessi rivivere una sola esperienza della tua vita, quale sarebbe?
  • Come affronti una brutta giornata? Sai fare un esempio?
  • Qual è l’obiettivo che più ti sta a cuore in questo momento? Come ti sentirai dopo averlo raggiunto?
  • Quali sono i 3 obiettivi che intendi raggiungere la settimana prossima? Quali risorse ti servono per farlo?
  • Qual è la tua definizione di successo? Sai indicare 5 dei tuoi successi che rispecchiano questa definizione?
  • Quali consigli daresti alla te stessa ventenne?

Fare journaling con le liste

Un altro modo, valido e divertente insieme, per fare journaling è scrivere delle liste. Le liste sono veloci, agili, leggere. Eppure, nonostante l’apparente semplicità, possono aprirti angolazioni nuove da cui guardarti, a patto che tu abbia voglia di andare in profondità. Oppure, restano liste e, come tali, sono piene di informazioni (preziosissime!) su di te e su come funzioni. Se ti interessa lo strumento delle liste, trovi un sacco di spunti nel bellissimo Il quaderno delle liste. Tra me e me di Giovanna Angiolini.

Ti è piaciuto questo articolo? Sappi che è arrivato un nuovo percorso legato alla scrittura. Se vuoi saperne di più, scrivimi. E se pensi che questo post possa interessare a qualcuno che conosci, ti sarei molto grata se lo condividessi sui social.

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