Come tenere a bada la voce critica quando scrivi

Sei alle prese con il prossimo post del tuo blog o con la tua newsletter, hai fatto tutto ciò che potevi per superare l’ansia della pagina bianca e, proprio quando cominci a scrivere, senti quella vocina rompiscatole che mette in discussione ogni parola che scrivi e insinua dubbi sull’opportunità che tu continui a fare quello che stai facendo. Ecco che ti ritrovi a esprimere giudizi, spesso privi di un fondamento oggettivo, su quanto esce dalla tua penna — analogica o digitale che sia. Tutto quello che scrivi fa schifo, non ha senso e nessuno lo leggerà. Tanto vale smettere e dedicarsi a un’altra attività.

In quali forme si manifesta la voce critica

Chiamala voce critica, giudice, censore interno o — che so — Genoveffa, sta’ pur certa che ognuno ha la propria (e spesso pure più di una). Il problema non è lei, siamo noi. Noi che le diamo ascolto e che le concediamo il potere di influenzare le nostre azioni. Perché dai, diciamolo: se la tua giornata lavorativa è da buttare a causa di una vocina antipatica, è di questo che si tratta: di cedere il tuo potere. Ma sto divagando. Come si presenta la voce critica? Sotto forma di critiche, appunto, auto-inflitte. A volte sono considerazioni all’apparenza innocue che instillano il dubbio che il tuo lavoro non sia un gran che. Altre volte sono veri e propri giudizi, spesso pesanti, netti e diretti. Altre volte la tua voce critica si esprime nel paragonarti a qualcun altro, di solito una tua competitor la cui qualità di scrittura per te sarà indiscutibilmente inarrivabile. Io queste forme le ho avute (e continuo ad averle) tutte ma ci convivo senza che rallentino il mio lavoro. Ecco perché voglio parlarti di come faccio io per tenere a bada la voce critica quando scrivo.

Metodi per tenere a bada la voce critica quando scrivi

Se non puoi zittire (completamente) la voce critica, ci sono varie tecniche e stratagemmi che puoi adottare per limitarne il potere (te lo dicevo, no?) e fare in modo di tenerla a bada. Io ti svelo quelli che funzionano per me. Magari possono essere efficaci anche per te.

Metodi lunghi e tosti, ovvero dimentica le scorciatoie

  • Scrivi le pagine del mattino. Questo esercizio è utile sul lungo periodo, non nell’immediato e ti aiuta ad allenarti a scrivere senza dare spazio al tuo critico interiore. Se hai letto altri post del mio blog, forse ti sarai già imbattuta nel nome di Julia Cameron e del suo libro La via dell’artista (ad esempio, avevo raccontato del mio appuntamento con l’artista). Sappi che per me è una specie di bibbia, per questo continuo a citarlo. Le pagine del mattino sono tre pagine di quaderno da scrivere tutte le mattine, appena ti svegli, prima ancora di prepararti il tè o il caffè, meglio se sei ancora a letto. In quel primo momento del risveglio sei talmente rincoglionita da non ricordarti nemmeno come ti chiami. Ed è proprio su questo che fanno leva le pagine del mattino: la tua voce critica non è ancora attiva e non si farà sentire. Cosa devi scrivere? Qualunque cosa, purché tu non stacchi la penna dal foglio fino a quando non avrai riempito le tre pagine. Se non riesci a mettere in fila i pensieri, scrivi “mi sono appena svegliata e non so cosa scrivere”, oppure annota un sogno che hai fatto e che è ancora vivido. Vale tutto. Questo esercizio serve a tante cose. Nel nostro caso, è un allenamento a scrivere facendo a meno della voce critica. Non è tanto importante il contenuto del testo — che peraltro non va mai riletto, se non dopo diverso tempo — ma l’esercizio quasi meccanico di andare avanti nella scrittura libera. Il flusso di coscienza ti aiuterà ad acquisire maggiore sicurezza e a ignorare la voce quando invece scriverai in modo consapevole per lavoro. Io ho scritto le pagine del mattino per un anno di seguito e ogni tanto riprendo, quando sento il bisogno di entrare più in connessione con me stessa. Ti invito a provarci, anche perché quando non hai freni censori vengono fuori degli insight pazzeschi.
  • Riconosci chi si nasconde dietro alla voce che ti critica quando scrivi. Non voglio fare psicologia spicciola però credo che ti sarà capitato di notare che il tuo critico ti ripete spesso le stesse frasi e insiste sugli stessi punti. Fa’ uno sforzo e cerca ti ricordare: c’era qualcuno in passato che ti muoveva le stesse obiezioni? Magari la maestra delle elementari che ti ripeteva che eri prolissa o troppo sintetica. O zia Clotilde che ti faceva notare quanto fosse sgraziata la tua grafia. Magari era tuo padre che elogiava tua sorella brava a scrivere, mentre tu…avevi altre qualità. Quel che voglio dire è che quella voce nella tua testa appartiene a qualcun altro. Se riesci a identificarla, riesci a staccarla da te e a prenderne le distanze. Così, la prossima volta che ti ripeterà la solita solfa, sarai in grado di andare oltre senza darle ascolto.
  • Da’ un nome alla tua voce critica e inizia un dialogo con lei. La mia voce critica l’ho battezzata Mortifera e te la raccomando! Come si chiama la tua? Dare un nome alle cose ti aiuta a oggettivarle. Io ho trasformato il mio critico interno in un personaggio e ho interagito con lei in un blog (che ora non esiste più) come se fosse reale. Questo mi ha permesso di confutare una per una tutte le sue critiche. Una volta che hai fatto il lavoro di individuare a chi appartiene la voce critica, trova il modo di rispondere alle sue cattiverie dicendo ad alta voce la tua verità. Porta prove a favore della tua tesi, smonta le accuse una dopo l’altra. Ad esempio, se l’obiezione è che “è inutile che scrivi i post perché tanto nessuno li leggerà”, hai a disposizione i dati statistici del tuo sito che dimostrano come quell’affermazione sia falsa. È un lavoro lungo ma ne vale la pena, assicurato.

Metodi brevi e pratici, che funzionano se hai lavorato su quelli lunghi

  • Tieni in bacheca dei post-it con le risposte da dare alla tua voce critica. Hai ribattuto alla tua vocina punto per punto. Prendi quelle risposte e fanne dei post-it o dei fogli con botta e risposta. Così, quando sarai stanca, rileggere perché quelle affermazioni non rispondono al vero ti darà nuove energie e potrai continuare a scrivere (quasi) in santa pace.
  • Scrivi usando lettere bianche. Quando scrivi al pc con un programma di videoscrittura, seleziona il colore del testo come bianco. Non vedrai nulla di quello che scrivi. È un modo molto efficace per ingannare la tua voce critica nel breve periodo. Cosa critica se non vede quello che scrivi? È un metodo che mi manda ai matti. Lo uso poco e solo in situazioni estreme ma funziona. Ricordati solo di salvare il file, ogni tanto.

Due considerazioni random sulle critiche della tua voce critica

  1. La voce critica ha ragione? Quasi mai. Ma vale la pena ragionarci e prendere spunto dalle sue critiche. C’è una qualche fondatezza nell’affermazione che sei prolissa o sintetica, ad esempio? Sii sincera con te stessa: si può prendere atto dei propri limiti e delle proprie lacune senza darsi addosso. Diventa consapevole dei tuoi punti deboli e poi lavoraci. Vuol dire che hai spazio per migliorare.
  2. Credi che la tua voce critica abbia proprio ragione? Ok, presumiamo che sia così. Datti il permesso di essere scarsa nella scrittura. Puoi decidere che anziché scrivere farai dei video, ad esempio. Oppure puoi lavorare sul tuo tono di voce o sul tuo stile. Non devi essere uguale a qualcun altro, scegli di essere te stessa e usa come punti di forza le tue peculiarità.

Se ti senti impacciata quando scrivi e vuoi capire come migliorare, un feedback esterno potrebbe esserti molto utile. Con la consulenza Tra le righe lavoriamo sui tuoi testi, smontandoli e rimontandoli, cercando di capire come puoi essere più incisiva (e anche quanto la tua voce critica rompe le balle). Da’ un’occhiata e, se vuoi parlarne, prenota la discovery call di 15 minuti. Ti aspetto!

Condividi su pinterest
Pinterest
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su linkedin
LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla mia newsletter, c’è pure un regalo

La mia newsletter si chiama Passaparole e contiene una buona dose di fatti miei. Niente di scabroso, eh! Una volta al mese, il 17 alle 17:00 (scaramanzia portami via), condivido con te riflessioni sulla vita e ispirazioni varie, che penso possano esserti utili per guardarti da punti di vista diversi. Con l’iscrizione ricevi subito in regalo Io brillo da sola, un piccolo ebook con 10 esercizi creativi per (ri)scrivere il mood di una giornata storta. Che fai, ti iscrivi?