Le lettere non viaggiate: un esercizio di journaling

Molte persone storcono il naso quando propongo loro un esercizio di journaling. Benché il journaling sia un universo di spunti creativi, l’idea che ne abbiamo è legata alla concezione — e al confine fisico — del diario. Un espediente molto utile per invogliare le persone a fare journaling è cambiare il destinatario: anziché scrivere a noi stesse (cosa che può essere proficua ma anche molto noiosa), possiamo scrivere a un destinatario vero o fittizio, senza dover spedire le lettere. In inglese questa tecnica si chiama unsent letters, che io ho tradotto liberamente come lettere non viaggiate. Nel mondo del collezionismo, si parla di cartoline viaggiate e non viaggiate, a seconda che siano state affrancate e spedite o che siano ancora intonse. Mi piace molto l’idea di associare queste lettere a un viaggio che non è fisico ma tutto interiore.

Perché tenere un diario epistolare è utile

Nella mia ultima newsletter ho parlato proprio dell’importanza di scrivere lettere: Scrivere lettere […] È prendersi e rivendicare un tempo, il tempo dell’ascolto di sé, dell’attenzione per chi siamo e come stiamo. […] Nelle nostre giornate di discorsi frammentati, in cui scriviamo solo per dare o chiedere informazioni, la pagina bianca è uno spazio tutto per noi, in cui possiamo scegliere cosa comunicare, portare nel mondo un racconto organico, che ricompone le nostre parti sfaccettate. E possiamo farlo mettendo una distanza fisica, che è quasi sempre anche emotiva.

Le lettere non viaggiate ti aiutano a:

  • creare uno spazio interiore in cui processare i pensieri;
  • mettere una distanza emotiva tra te e il tuo sentire;
  • tirare fuori tutto quello che ti naviga dentro e che non riesci a decifrare, per dargli una forma razionale e concreta.

I motivi per cui dovresti tenere un journal in forma di lettere

Perché dovresti voler scrivere delle lettere che non spedirai? I motivi possono essere tanti. Ad esempio:

  • hai una richiesta, una domanda, qualcosa da dire a una persona che non riesci a formulare ad alta voce;
  • hai bisogno di esprimere te stessa e le tue emozioni senza sentirti giudicata;
  • vuoi sentirti libera di dire cosa ti sta capitando in un certo momento senza finzioni, essendo completamente sincera con te stessa.

Il fatto di scrivere tutto senza filtri, senza censura, senza raccontarti balle e senza dover spiegare dettagli che a te sono noti, ti porta ad avere degli insight inaspettati. Potresti riconoscere dei pattern che ripeti nella relazione con gli altri, comprendere all’improvviso un punto di vista che non avevi preso in considerazione, riformulare la tua opinione rispetto a una situazione o a una persona.

Come funzionano le lettere non viaggiate

Ci sono diversi modi di usufruire di questo strumento. Ti do qualche idea:

  • Usa i fogli sciolti. Se le lettere che scriverai contengono pensieri dolorosi perché sono rivolte a persone o situazioni che ti hanno fatto star male, scrivile su singoli fogli a cui affiderai le tue emozioni. Poi, in una sorta di atto psicomagico, brucia il foglio, in modo da volatilizzare simbolicamente le emozioni che contiene, oppure sotterralo (in questo caso usa carta biodegradabile), così che dal tuo dolore possa nascere, sempre in modo simbolico, una nuova vita, una nuova te.
  • Scegli la forma del diario. Prendi un quaderno su cui scrivere tutte le tue lettere, come fosse un diario. Le lettere saranno indirizzate ogni volta a un destinatario diverso ma saranno tutte custodite nello spazio fisico del tuo diario. Fai attenzione a lasciare un margine per strappare il foglio, nel caso in cui tu voglia bruciare alcune di queste lettere.
  • Opta per una formula mista. Potresti tenere un journal misto, in cui annoterai in modo anarchico i tuoi pensieri , disegnerai, appiccicherai foto e memorie e scriverai anche le tue lettere. È una modalità più disordinata, forse, ma che ti consentirà di provare diversi tipi di espressione di te in base al tuo mood e a come ti senti ispirata. Se non l’hai mai fatto, prova: è liberatorio.
  • Scrivi delle vere lettere e imbustale. Scrivi delle lettere vere e proprie, anche se poi non le spedirai. Scegli la carta da lettera pensando al destinatario della tua missiva. Poi puoi raccoglierle tutte in una scatola (almeno quelle che non bruci!) oppure legarle insieme con uno spago o ancora forarle in un angolo e metterle in un quaderno ad anelli. Oppure puoi disseminarle in giro per casa, nei cassetti, nei libri, tra gli asciugamani, e dimenticartene. Ritrovarle sarà una sorpresa che ti farà sorridere. In ogni caso, potrai rileggerle una alla volta e ricordarti del momento in cui hai scritto ogni lettera. E chissà, magari qualcuna ti verrà anche voglia di spedirla e di farla viaggiare fino al destinatario.

Prova la sfida dei 30 giorni

Perché non provi subito questo tipo di journal? Puoi sfidarti per un mese a scrivere una lettera al giorno. La forma la scegli tu. Ti consiglio di fare una lista preliminare dei destinatari a cui indirizzerai le tue lettere in modo da poterti concentrare ogni giorno su un topic, sapendo già di cosa si tratta. Stabilisci le tue regole. Io te ne raccomando due:

  • sii spietata, di’ sempre le cose come stanno — e come le senti;
  • non forzarti: se scrivere a una persona che ti ha fatto soffrire è (ancora) troppo difficile, lascia perdere. Forse hai bisogno di metabolizzare per un tempo più lungo. Questo esercizio deve farti star bene perché ti sia utile. Le eroine lasciamole nei fumetti.

Anche scrivere lettere parlando degli altri è un modo per riflettere e ragionare su di noi e sul nostro modo di essere. Quindi non partire con il pregiudizio che devi scrivere solo cose profonde o introspettive.

Una possibile lista di idee

Ecco una lista di destinatari che puoi usare per la tua sfida dei 30 giorni, accompagnati da alcune domande o argomenti che possono darti il la, giusto per avere qualche idea in più:

  1. La tua migliore amica, per ringraziarla di esserci sempre o per raccontarle un segreto.
  2. La tua città preferita, per parlarle di quanto ti manca e ripercorrere i motivi del tuo amore per essa.
  3. I tuoi sogni: cosa vuoi confidare loro?
  4. Unə sconosciutə: cosa gli/le racconteresti di te e della persona che sei?
  5. Una persona cara venuta a mancare, per dirle quello che non hai avuto modo o non hai avuto il coraggio di dirle.
  6. Il tuo — o la tua — ex, magari hai qualche sassolino che vuoi toglierti dalla scarpa.
  7. Il tuo — o la tua — partner di vita: cosa vorresti che sapesse che non gli — o le — hai mai detto?
  8. La tua musa ispiratrice, per raccontarle in che modo è importante per te.
  9. Unə amicə virtuale, conosciutə sui social, che magari non hai mai incontrato, per raccontare un pezzo del tuo mondo.
  10. Qualcunə che ti piace ma che non conosci bene, per esprimergli/le le tue curiosità.
  11. Una persona che ti ha spezzato il cuore, per rassicurarla che stai bene e dirle cosa ti ha insegnato quell’esperienza.
  12. Una persona che ti sta antipatica per riempirla di insulti (perché no?) e spiegarle cosa ti infastidisce in lei.
  13. L’amore che non hai ancora incontrato: come te l’immagini? Come lo vorresti? Quali compromessi sei disposta ad accettare per averlo?
  14. Qualcunə che hai ferito, a cui vorresti chiedere perdono.
  15. La persona che ti manca di più al mondo, per dirle perché è importante per te.
  16. Unə amicə d’infanzia, per ricordare com’eri e quanto sei cambiata.
  17. La versione di te che vorresti diventare: chi sei? Cosa fai? Come ti senti nei panni della te del futuro?
  18. Unə amicə che sta passando un brutto periodo: come puoi incoraggiarlə?
  19. Il tuo barista del cuore, per esprimergli il tuo apprezzamento e spiegargli che valore ha per te il rito del caffè.
  20. Qualcuno che ha cambiato la tua vita: in che modo? Come sei cambiata dopo quell’incontro? Cos’hai fatto di diverso?
  21. La tua più grande paura, per dirle come ti senti e proporle di fare amicizia.
  22. Qualcunə che hai giudicato frettolosamente e su cui poi ti sei ricreduta: com’è cambiata la tua opinione?
  23. Qualcunə a cui sei disposta a dare una seconda possibilità: perché ti ha deluso? Perché vuoi dargli/le ancora fiducia?
  24. La te stessa quindicenne per rassicurarla e darle un paio di consigli in base a quello che hai capito della vita.
  25. Una persona del tuo passato che non hai più rivisto: cosa ha significato per te? Cosa non gli/le hai mai detto?
  26. Qualcunə di cui hai tradito la fiducia per spiegargli/le perché lo hai fatto e come ti senti.
  27. Il tuo personaggio preferito di un film o di un libro e immaginare come sarebbe incontrarlo.
  28. Un familiare con cui hai un rapporto conflittuale per dirgli/le con calma come ti fa sentire e come vorresti che cambiasse la vostra relazione.
  29. Una persona di cui sei stata molto amica e con la quale hai perso i contatti: cosa le racconteresti di come sei oggi?
  30. Il tuo critico interiore, per dirgli/le come ti fanno sentire i suoi continui attacchi e trovare un compromesso (da’ un’occhiata alla lettera che ho scritto alla mia Mortifera).

[L’idea in più: puoi estrapolare alcuni frammenti di queste lettere per raccontare tratti della tua personalità e fare storytelling sui social. In questo caso, seleziona delle informazioni che siano coerenti con l’immagine che vuoi dare di te. Puoi mantenere il formato della lettera, soprattutto se il suo destinatario non è una persona in carne e ossa. Ad esempio, spiegare chi è la tua musa ispiratrice e perché può essere un modo molto efficace di parlare delle tue passioni e dei tuoi valori passando da un’altra via.]

Se provi le lettere non viaggiate, fammi sapere com’è andata: puoi lasciare un commento sotto questo post o scrivermi in privato. Ti piacciono i journal introspettivi e creativi insieme? Prova la capsula del tempo, ti darà un sacco di soddisfazioni!
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