Esercizi pratici per far fronte alle preoccupazioni da freelance

Ti capita mai di non riuscire a scrivere — o a fare qualunque altra cosa — perché le preoccupazioni prendono il sopravvento, l’ansia ti assale e sei preda di pensieri nefasti del tipo “andrà tutto male, nessuno comprerà i miei prodotti/servizi e finirò sotto un ponte?”. Se non ti capita mai, mai, mai, forse è perché non sei (ancora) entrata nel magico mondo della partita iva. Oppure sei una dea (in questo secondo caso, parliamone!). Il problema non è tanto il fatto di essere preda di paure generate dall’incertezza per il futuro, quanto quello che tali paure — e le loro ripercussioni fisiche — ti bloccano e ti rallentano nel lavoro. In poche parole: ostacolano la produttività. Cosa che non fa altro che alimentare le paure originarie, in un loop senza via d’uscita. Se anche tu, come me, dormi con le preoccupazioni sotto il cuscino, potresti trovare giovamento da alcuni esercizi pratici che mi aiutano a “sfogare” le mie paure quando ho il blocco dello scrittore o quando ho una giornata storta.

Energie in e out

Questo è un esercizio preliminare di consapevolezza. Serve a capire cosa ti fa stare bene e ti dà good vibes e cosa, invece, ti prosciuga le energie.

  • Energie in: ci sono attività, persone, situazioni che ti danno uno sprint in più, ti mettono di buonumore e fanno salire la tua energia alle stelle. Fai un elenco di tutti i fattori capaci di rinvigorirti, come dedicarti al giardinaggio, farti una doccia calda appena sveglia, accendere la tua candela preferita. Prendi la lista e cerca di inserire alcune di queste voci nella tua routine quotidiana, magari intervallando attività più pesanti ad altre più piacevoli.
  • Energie out: a toglierti le energie non sono solo delle attività ma possono essere persone, pensieri e persino luoghi. Spesso ci sei talmente dentro che non ti accorgi di cosa ti drena energia. Durante la giornata fai caso ai fattori che ti indeboliscono. Ad esempio, un’amica che riversa su di te i suoi problemi, stare per molte ore in una stanza con la luce artificiale, guardare troppo a lungo la TV. Scrivi una lista di tutte le attività che ti svuotano e ti stancano e valuta come limitarle, in modo da attenuare l’impatto negativo che hanno su di te.

Perché funziona: se impari a riconoscere gli elementi che ti potenziano e quelli che ti indeboliscono, puoi decidere in modo consapevole di usarli a tuo vantaggio. Così, potrai limitare quelli che ti tolgono forza vitale e ricorrere a quelli che te la danno ogni volta che avrai una fase in cui preoccupazioni e paure bloccano la tua produttività.

10 minuti di preoccupazioni

Dedica 10 minuti della tua giornata a preoccuparti. Metti un timer, per evitare che i 10 minuti si prolunghino all’infinito, e concentra tutte le tue ansie e preoccupazioni in questo momento dedicato. Se durante la giornata un pensiero angosciante fa capolino e vuole rallentarti, annotalo su un foglio e dagli spazio e ascolto nel tempo che tu avrai scelto di riservargli. Nei 10 minuti di preoccupazioni dai libero sfogo ai tuoi pensieri, stai con le emozioni più sgradevoli, non sottrarti a un eventuale senso di ansia o ai sudori freddi. Ma quando suona il timer, allontana i pensieri, dedicati a un’attività piacevole (presa dalla tua lista delle energie in), non rimetterti subito al lavoro. Lo shift di pensiero non è immediato, datti qualche minuto di transizione. Potresti prepararti un’ottima tazza di tè, sentire un’amica, ascoltare una canzone che ti mette di buonumore.

Variante: prova a farlo anche con le lamentele. Io mi diverto un sacco, quando lo faccio, perché mi lamento ad alta voce e in modo esagerato, tanto che alla fine escono cose talmente assurde da suonare esilaranti.

Perché funziona: ti fa sentire di essere il pilota dei tuoi pensieri e di non essere in balia delle preoccupazioni.

Il pessimismo difensivo

Hai mai provato a immaginare la situazione peggiore che potrebbe presentarsi? Tipo una tragedia greca ma relativa alla tua vita da freelance, con tanto di dettagli tragicissimi. Ecco, il pessimismo difensivo funziona così.

  • Individua il pensiero che ti tormenta. Qual è il pensiero, la paura o la preoccupazione che ti blocca? Sii molto circostanziata e specifica, in modo da individuare esattamente il problema.
  • Chiediti qual è la cosa peggiore che potrebbe accaderti. Proiettati con la mente in una dimensione immaginaria in cui la tua paura si concretizza. Quale sarebbe la cosa peggiore che potrebbe succedere? Dai voce ai tuoi pensieri più angoscianti, è a questo che serve l’esercizio.
  • Elabora un piano B. Finora hai distrutto, pensando a scenari apocalittici; ora è il momento di costruire. Pensa alle tue risorse, di qualunque natura esse siano (soldi da parte, talenti personali, aiuti di persone esterne…) e struttura un piano B da avere pronto nel caso in cui la peggiore delle tue paure dovesse concretizzarsi per davvero. Spoiler: è molto improbabile che accada ma, nel caso, non sarai impreparata.

Perché funziona: il fatto di avere un piano B e di essere pronta per il peggior scenario possibile, ti fa sentire più fiduciosa nelle tue capacità di far fronte alle situazioni avverse.

Accettare le preoccupazioni (e conviverci)

Ti dico la verità: quando ho lasciato il posto fisso per mettermi in proprio, non credevo che la vita da freelance sarebbe stata così tosta. Anche se avevo fatto una proiezione economica e una serie di valutazioni preventive, anche se avevo compilato il business model, il business plan e tante altre amenità, non ero davvero preparata alla realtà. Forse solo perché non si è mai abbastanza preparatə a qualcosa che non si conosce. Ho imparato col tempo — e l’esperienza è ancora in fieri — che a volte bisogna accettare che le giornate storte e improduttive capitano, e fanno parte del gioco. Gli esercizi che ti ho proposto possono essere senz’altro d’aiuto ma l’aspetto più importante è sviluppare un mindset da solopreneur, da imprenditrice di te stessa. Imparare a prendersi le giuste pause, ad esempio, e anche a convivere con la paura del fallimento. Che poi, pensandoci bene, anche non avere paure è un limite perché rischi di perdere di vista la realtà e di non avere l’airbag, nel caso in cui dovessi scontrarti con un ostacolo che non avevi preventivato. E allora ben venga un mal di pancia ogni tanto, purché non ti lasci arrestare da paure e preoccupazioni.

E tu hai altri rimedi contro paure e preoccupazioni da freelance? Se ti va, condividili nei commenti. E se ti interessano degli esercizi creativi per affrontare una giornata storta, iscriviti alla newsletter e avrai subito in regalo l’ebook “Io brillo da sola”.
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