Guida minima di cura di sé per freelance

C’è un’espressione anglofona che cito spesso perché crea un’immagine molto chiara: you can’t pour from an empty cup, che tradotto suona più o meno come “non puoi versare da una tazza vuota”. Se sei una freelance, se lavori in proprio, hai bisogno di riempire con costanza quella tazza — di energie, idee, stimoli creativi — altrimenti anche il tuo lavoro ne risentirà. Io me ne dimentico spesso e arrivo in questo periodo dell’anno stremata trascinandomi sui gomiti. Allora mi fermo un momento e faccio il punto della situazione. Se vuoi farlo insieme a me, prendi il tuo diario oppure inaugura un “quaderno per la cura di sé”. Come sai, io parto sempre dalla pagina scritta.

La premessa: cosa significa per te il concetto di cura di sé?

Prendersi cura di sé non significa per tutte la stessa cosa. A me non verrebbe mai in mente di farmi fare un massaggio, per esempio, perché trovo stressante l’idea di farmi toccare da una persona estranea. Per te invece il massaggio potrebbe essere un gesto di cura profondo, una coccola da dedicarsi in un momento di stress. Quindi, per prima cosa ti invito a riflettere sul tuo concetto di cura di sé.

  • Apri il tuo diario o il tuo taccuino su una pagina bianca e crea una mappa mentale, mettendo al centro la frase “mi prendo cura di me”.
  • Da lì fai partire, a raggiera, una serie di parole o sintagmi per associazione di idee. Possono essere concetti — come benessere o piacere o supporto (da parte degli altri) — o piccole azioni — come riposo, stabilire le priorità, prendermi il tempo per me.

In alternativa alla mappa puoi provare una lista. Per me la mappa funziona meglio perché mi dà un senso di libertà di espressione ma scegli la modalità che risuona meglio con te. Questo è un esercizio di riscaldamento. Ti consiglio di farlo di tanto in tanto perché il concetto di selfcare può cambiare a seconda delle fasi di vita che si stanno vivendo e ai relativi bisogni che possono emergere.

La situazione: parti da come stai

Come mi ha insegnato il coaching, ogni cambiamento comincia dall’analisi della situazione attuale. Parti da una domanda semplicissima ma potentissima: come stai? Rispondi a questa domanda sul tuo diario dividendo idealmente la tua vita in quattro aree di benessere: mente, corpo, emozioni e ispirazione.

  • Mente: chiediti quali sono i tuoi pensieri ricorrenti, quali preoccupazioni hai, quali sono gli argomenti a cui preferisci non pensare. Annota tutte le riflessioni.
  • Corpo: disegna sul foglio la silhouette del tuo corpo, per quanto naïf possa essere. Pensa a come ti senti fisicamente: hai qualche parte dolorante? Senti delle tensioni muscolari? C’è qualche fastidio a cui non hai prestato attenzione? Cerchia o segna con una X con un pennarello colorato i punti dolenti di cui vuoi prenderti cura.
  • Emozioni: pensa a come stai da un punto di vista emotivo e fai un elenco delle emozioni di cui fai esperienza più spesso in questo periodo. Se fai fatica a individuare l’emozione precisa, spiega con una perifrasi come ti senti.
  • Ispirazioni: pensa a tutto ciò che in questa fase ti motiva, che è per te una fonte di ispirazione. Possono essere persone che conosci o personaggi pubblici, libri, azioni che fai durante la giornata. Rifletti su quello che ti fa stare bene e annotalo.

Primo step: il cerchio del benessere

A questo punto visualizza la situazione con l’aiuto di un diagramma.

  • Prendi una pagina bianca del tuo diario, disegna al centro un grosso cerchio e dividilo in quattro quadranti uguali tracciando al centro due linee tra esse ortogonali (fai una croce, insomma).
  • Assegna a ogni quadrante un aspetto della tua vita che hai analizzato con l’esercizio precedente: mente, corpo, emozioni e ispirazioni.
  • In ogni quadrante segna un punto, in base a come va la cura di te in quell’area. Fai una stima approssimativa: più lontano dal centro sarà il punto, maggiore sarà il rilievo che dai a quell’aspetto della tua vita. Nel mio cerchio del benessere, ad esempio, il punto del corpo sarà vicino al centro, visto che passo 12 ore al giorno seduta alla scrivania, mentre il punto delle ispirazioni sarà lontano dal centro, visto che nutro con abbondanti input la mia parte creativa.
  • Unisci i punti e avrai un grafico probabilmente irregolare, a meno che tu non sia una persona molto equilibrata (e in questo caso, complimenti!).

Il grafico ti farà vedere a colpo d’occhio le aree da migliorare o quelle su cui potresti investire nel prossimo futuro. Nel mio caso, ho scelto di programmare delle vacanze in montagna per fare lunghe passeggiate nel verde insieme a mio marito e a alla nostra cagnona.

Secondo step: le azioni e la pianificazione

Una volta che avrai preso atto di come stai e di quali sono le aree della tua vita in cui ti sei presa meno cura di te, tocca passare all’azione. Certo, nessuno ti obbliga ma se hai fatto tutto lo sbatti forse vale la pena migliorare la percezione che hai della tua vita e sanare le crepe che fanno perdere acqua alla tua tazza, per restare nella metafora iniziale. Pensa a tre piccole azioni che puoi introdurre fin da subito nella tua routine, una alla volta. Non partire con intenti mirabolanti, altrimenti mollerai il secondo giorno. Io ho pianificato delle passeggiate soft di mezz’ora al massimo da fare tutti i giorni, non sono partita pensando di allenarmi per la mezza maratona! Ora, non ti farò il predicozzo su come si stabiliscono obiettivi efficaci però un paio di cosette te le voglio dire.

  • Gli obiettivi devono essere importanti per te. Perché se pensi di dover fare una certa azione, visto che lo dicono tutti, ma in realtà non te ne frega niente, non sarai motivata a cambiare le tue abitudini e ti arrenderai al primo intoppo.
  • Sii paziente. Come si dice, Roma non è stata costruita in un giorno. Anche la cura di sé si costruisce un giorno alla volta, una buona motivazione dopo l’altra. Datti tempo e magari stabilisci delle revisioni periodiche per fare il punto della situazione e vedere come sta andando. Se ti rendi conto che è più tosta del previsto, forse il tuo obiettivo è troppo ambizioso e va scomposto in mini o micro obiettivi.

Un trucchetto: i coupon per prenderti cura di te

Per esperienza so che con la teoria siamo tutte bravissime ma quando si tratta di passare all’atto pratico comincia la fiera delle seghe mentali. Ecco che la tua mente brillante e super affidabile snocciolerà una serie di ragioni — tutte plausibili e sensate — per cui no, questo non è proprio il momento di prenderti cura di te. Hai quella scadenza che non puoi bucare; devi curarti prima di figli/e, compagni/e, genitori anziani, animali e creature aliene; lo farai, prima o poi, quando avrai tempo (spoiler: se non lo metti in agenda, quel tempo non lo troverai mai)… Se anche tu hai una scusa pronta all’occorrenza, prova a usare un piccolo espediente: crea i coupon per darti il permesso di prenderti cura di te.

  • Fai una lista di tutte le cose, piccole e grandi, che per te sono azioni di cura e di cui vuoi darti il permesso. Nella mia lista ci sono azioni come finire di lavorare alle 16:00 anziché alle 18:30/19:00, andare a pranzo fuori, fare la pennichella dopo pranzo, dedicarmi mezz’ora al collage. Fai in modo che la tua lista sia ben fornita.
  • Procurati un blocchetto di fogli quadrati, di quelli per prendere gli appunti, oppure ritaglia tu dei foglietti. Su ognuno di essi scrivi una delle azioni della lista. Saranno i tuoi coupon, che andrai a riscuotere ogni volta che vorrai alzare bandiera bianca.

È un gesto simbolico, è vero, ma è un compromesso che fai con te stessa: ok ammazzarti di lavoro a patto che ogni tanto (decidi tu la frequenza) tu ti conceda di “spendere” quel coupon.

Ho preparato un piccolo workbook in cui troverai tutti i passi di questo post e alcune grafiche che ti aiuteranno a fare gli esercizi. Per scaricarlo, clicca sul bottone qui sotto:
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