Come puoi vederti sotto una nuova luce?

Parlo spesso con le mie clienti dell’importanza di cambiare prospettiva su di sé, di vedersi sotto una nuova luce. Per tutta la vita il nostro sguardo su di noi è impietoso, poco accogliente, critico — quando non ipercritico — e spesso condizionato dallo sguardo dell’altro da noi. O, se vogliamo essere oneste con noi stesse, dal modo in cui pensiamo che gli atri ci vedono. Quando proviamo a cambiare quello sguardo inclemente e ingeneroso — il nostro — non sappiamo da dove cominciare. Se allo specchio vediamo sempre un’immagine che non ci soddisfa, se pensando al nostro modo di essere ci sentiamo sempre inadeguate, come possiamo in concreto avere nuovi occhi su noi stesse?

Premessa: ci vogliono tempo e duro lavoro, ça va sans dire

È abbastanza intuitivo comprendere che per un cambiamento di una simile portata ci vuole tempo. Non possiamo pretendere di smantellare in un giorno un sistema di credenze su noi stesse che ci ha accompagnate per anni. Eppure, ogni volta che inizio un percorso con una cliente su questo tema, arriva puntuale una considerazione che suona un po’ come una lamentela: “non funziona!”. Innanzi tutto, non abbiamo la bacchetta magica, quindi c’è bisogno di fare un lavoro duro, costante e continuativo su di sé. Inoltre, ogni processo necessita di un tempo congruo per svilupparsi e radicarsi. Questo tempo è soggettivo, varia a seconda della persona. A volte può succedere di ottenere i primi risultati anche velocemente e poi si ricade nei vecchi pattern. Se non molli e ti impegni con costanza, sono certa che riuscirai ad attuare e vedere il cambiamento.

Vuoi vederti sotto una nuova luce? Cambia il tuo aspetto

Lo so, sembra la banalità del giorno. Qualcosa di così semplice da sembrarci inutile. E invece, non sai quanto è potente per guardarci con nuovi occhi cambiare la nostra apparenza. Non devi per forza stravolgerti e diventare un’altra, come si vede in certi film in cui la protagonista affronta una parabola di cambiamento che si rende manifesta allo spettatore nel momento in cui passa da brutto anatroccolo a cigno. Non è quello che ci interessa, noi vogliamo coltivare un nuovo sguardo su noi stesse. Basta poco: un diverso taglio di capelli, un capo di abbigliamento di un colore che non è nel nostro stile, un accessorio che ci piaccia. Una mia cliente si vedeva come un maschiaccio e voleva sentirsi più femminile. Ha comprato un paio di scarpe coi tacchi e ha iniziato a metterli per uscire. All’inizio si sentiva ridicola ma poi ci ha preso gusto e, se la vedessi oggi, non la riconosceresti! Cambiare look è stato l’espediente che le serviva per darsi il permesso di tirare fuori quella parte di sé che non si sentiva a suo agio a mostrare al mondo.

Lo sguardo degli altri: il feedback 360°

Sei proprio sicura che gli altri — ovvero la massa informe di persone che, chissà perché, sono pronte a giudicarti in modo negativo — abbiano una considerazione così atroce di te? Per scoprirlo, prova a chiederglielo! L’esercizio Feedback 360° viene usato nelle aziende per valutare le competenze manageriali ma possiamo applicarlo in modo efficace e soddisfacente anche alle relazioni interpersonali. Funziona così: per prima cosa, seleziona 10 persone che conosci a vario titolo. Per cui, non soltanto gli amici ma anche conoscenze superficiali, colleghi di lavoro, i compagni del gruppo di lettura o quelli della palestra. Sarebbe meglio escludere i familiari stretti e i partner, perché il loro feedback potrebbe essere inquinato dalle dinamiche della vostra relazione. A questo punto, quando hai le tue 10 persone, invia loro un’email di questo tipo:

Ciao [nome della persona],

Potresti aiutarmi? Vorrei sapere la tua opinione riguardo a:

  • I miei punti di forza
  • I miei puti deboli
  • Cosa posso fare per migliorare.

Se per caso non te la senti, non ti preoccupare.

Non c’è fretta e non sono permalosa 🙂

Riceverai feedback sinceri e garbati e resterai stupita dall’impressione che le persone hanno di te. Riflettere sui feedback ti sarà molto utile per comprendere cosa trasmetti a persone che ti conoscono poco e ti farà ridimensionare quelli che ritieni giudizi negativi che gli altri hanno su di te. È un’esperienza interessante, che ti invito a fare in ogni caso.

Il peggior critico di te stessa sei tu

La persona che spesso ti impedisce di guardarti con uno sguardo gentile, il più delle volte, sei tu. Sei fatta di convinzioni granitiche su di te, su come sei e su come dovresti essere, convinzioni che arrivano da molto lontano. Sradicarle e riscriverle è la vera sfida e anche il processo che richiede più tempo e cura. Proprio perché si tratta di un percorso di cambiamento, non esistono esercizi semplici, che ti risolvono la situazione. Io sono una sostenitrice della strategia dei piccoli passi. Inizia chiedendoti chi sei tu e quali aspetti di te non ti soddisfano e non ti fanno sentire contenta di te stessa. Fai amicizia con la persona che sei in questo momento, sii disposta ad abbracciarla, ad avere compassione per lei. Ogni processo di cambiamento passa per la consapevolezza e la gratitudine per il punto del cammino in cui ci troviamo. Tieni un diario intimo, parlati con le parole più gentili che riesci a trovare. Se sei dove sei, se senti di volerti guardare con occhi nuovi, lo devi solo alla te stessa che ti ha condotto fino a questo punto. Quando riuscirai a guardarti senza giudizio, sarai pronta a un vero cambiamento.

Se vuoi, posso accompagnarti per un tratto: il percorso di narrazione autobiografica Contengo moltitudini è pensato per te che vuoi vederti sotto una nuova luce. Facciamoci una chiacchierata davanti a una tazza di tè — reale o virtuale. Ti va?

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