Lettera aperta alle freelance

Se lavori in proprio, se sei una freelance o una solopreneur, devi occuparti, da sola, di tutti gli aspetti del business, da quelli pratici a quelli strategici. Se ti conosco bene, pretendi da te stessa se non la perfezione, almeno il massimo. A meno che tu non abbia deciso di delegare parte del lavoro operativo, ti sarà capitato di perdere di vista… te stessa. Io sono arrivata per l’ennesima volta a fine anno trascinandomi sui gomiti, senza energie, con la proverbiale tazza vuota da cui non si può più versare nulla. E mi sono chiesta: com’è possibile che io abbia di nuovo ignorato i segnali che mi ha mandato il corpo — e me ne ha mandati, eh! — e mi sia lasciata prosciugare, ancora?

Più che buoni propositi, un promemoria da consultare all’occorrenza

Per questo motivo, all’inizio del nuovo anno ho deciso di scrivere qui un promemoria, sotto forma di lettera, con una serie di consigli che do prima di tutto a me stessa, per far tesoro delle lezioni che ho imparato. E le lezioni non si imparano davvero fin quando non ci impegniamo a metterle in pratica.

Ho indirizzato la mia lettera aperta a Federica, la mia cliente ideale, perché:

  • è una freelance e, come tale, rappresenta in modo simbolico tutte noi
  • quando scriviamo qualunque tipo di testo, stiamo sempre scrivendo a qualcuno. Scrivere a Federica è un promemoria ulteriore: per ricordarmi che il mio interlocutore è sempre, innanzi tutto, la mia cliente ideale.
Questa lettera è per me, per te, per noi: rileggiamola di tanto in tanto e verifichiamo a che punto siamo. Così magari eviteremo di arrivare di nuovo a fine anno con i livelli di energia al minimo storico.

***

Cara Federica,

guardo la tua foto appesa nella bacheca di metallo nero di fianco alla mia scrivania. Sorridi, hai lo sguardo al futuro e la fronte è un po’ corrucciata. Forse sei alle prese con il tuo business plan e non ti raccapezzi. Ti assale l’inquietudine mista all’ansia di quando vuoi fare tutto e tutto per bene: i servizi da lanciare, il piano marketing, i calendari editoriali. Che fatica la comunicazione — mi sembra di sentirti — è un lavoro a sé e non è nemmeno pagato!

Voglio condividere con te i consigli che do a me stessa quando mi sento sopraffatta. Spero tanto siano utili anche a te.

Respira

Concentrarti sul respiro ti aiuterà a calmarti. L’agitazione ti fa prendere decisioni fuori fuoco e ti fa vivere in affanno. Tutte le volte che ti senti in apnea, parti da un solo, semplice gesto: respirare.

Stabilisci le priorità

Fare tutto non è realistico e, a meno di poteri celestiali, sei una, non trina. Quando stabilisci le priorità, non limitarti solo agli aspetti professionali. La vita non si divide in compartimenti stagni. Chiediti che cosa è più importante per te nella tua vita, in questo momento. Parti da lì e vai a scalare.

Fai una cosa alla volta

Hai in mente di integrare la newsletter nella tua strategia di comunicazione e, nello stesso periodo, vuoi aprire un canale YouTube? Scegli un solo obiettivo, investi le tue energie in quel progetto, testalo, vedi come va, misura i risultati. Solo quando l’avrai rodato e avrai deciso se vale le energie che ci investi, passa all’obiettivo successivo.

Abbandona il perfezionismo

Gli errori capitano. A volte sono sviste o dimenticanze, a volte errori di valutazione. Se c’è una lezione da portare a casa, non sprecarla. Se non c’è, vai oltre senza rimuginare (troppo).

Ignora i “si fa così”

Meglio fare qualcosa a modo tuo piuttosto che replicare il modello di qualcun altro senza sapere il perché. Forse sbaglierai, forse no. In ogni caso, potrai assumerti la piena responsabilità delle tue azioni. Ed è un potere che non ha eguali.

Chiedi aiuto

C’è differenza tra una spesa e un investimento. Delegare, acquistare una consulenza, seguire un percorso di formazione: sono modi per alleggerirsi e funzionare meglio, nel lavoro e nella vita. È tramontata l’era delle wonder woman. Scegli super eroine più simili a te, che incarnino i tuoi valori e abbiano problemi ed esigenze affini ai tuoi.

Prenditi cura di te

A seconda del momento che stai attraversando e dei bisogni che chiederanno la tua attenzione, prenderti cura di te significherà qualcosa di diverso. Magari sarà fare pasti regolari, uscire per una passeggiata, dormire tutto il weekend, incontrare un’amica per una chiacchierata, riconoscere i segnali di stress e di stanchezza e decidere di non ignorarli. Se tu non funzioni al meglio, nemmeno il tuo business lo farà. Certo, puoi andare avanti con il pilota automatico per un po’ ma a un certo punto finirai il carburante. Ecco, prenderti cura di te significa che ogni tanto è meglio se ti fermi a fare rifornimento.

Ricordati di vivere

Quando sei una freelance, è facile dimenticare di avere una vita oltre al lavoro. Eppure, è di quella vita che si nutre la tua professione. È a quella vita che attinge il tuo pensiero creativo. Prenditi del tempo per te tutte le volte che ne hai bisogno. E non sentirti in colpa.

Non dimenticare di dirti brava

Riconosci i tuoi successi, anche quelli microscopici. Se ti dici brava non vuol dire che smetti di imparare, di metterti in gioco, di diventare ancora più brava. Non vuol dire che ti adagi e diventi all’improvviso indolente e scansafatiche. Se tu per prima non riconosci i tuoi meriti, se non sei capace di guardarti indietro e di ammirare, con un misto di incredulità e gratitudine, la strada che hai fatto, come potrai andare avanti con convinzione?

Guarda al futuro con fiducia

Questo è il punto più difficile, lo so. Non ti sto chiedendo di essere ottimista ma di basarti sull’esperienza. Finora ce l’hai fatta centinaia di volte. Per quale motivo stavolta dovrebbe essere diverso? E poi ti conosco: lo so che hai già pronto un piano B, ché non si può mai sapere.

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