Tre esercizi di scrittura per praticare l’introspezione in modo creativo

Cosa vuol dire introspezione?

Da un punto di vista etimologico, introspezione vuol dire semplicemente guardarsi dentro. Se non fosse che non c’è proprio nulla di semplice nel guardarsi dentro. Rivolgere il proprio sguardo all’interno di noi significa accendere una luce su aspetti che restano spesso trascurati. E non è così immediato. Spesso non sappiamo farci le domande giuste, continuiamo a non vedere, confondiamo la riflessione su noi stesse con la conoscenza approfondita dei nostri meccanismi. Guardarsi dentro può anche voler dire entrare in contatto con le nostre zone d’ombra, con il critico interiore, con emozioni che non siamo pronte a gestire. È un po’ come scendere in una cantina buia che non visitiamo da tempo. Magari ritroviamo degli scatoloni con i giochi della nostra infanzia e il nostro cuore si riempie di un dolce sentimento di nostalgia. Ma potremmo anche fare scoperte poco piacevoli o rievocare ricordi che non avevamo voglia di tirare fuori.

Pensieri ed emozioni

Con questo non voglio scoraggiarti a guardarti dentro, tutt’altro. Nella nostra nuova realtà, in cui siamo confinate in casa, molte di noi si sono ritrovate ad avere tanto tempo da riempire e un bisogno quasi smanioso di farlo: l’horror vacui, quando ti prende, può essere spaventoso. Se sei una persona introversa e riflessiva, potrebbe invece esserti venuta voglia di usare questo tempo per dedicarti all’introspezione, con il desiderio di conoscerti meglio e guardare più da vicino le tue emozioni. Le emozioni sono fugaci e passeggere e spesso si nascondono — condizionandoli — in pensieri che pretendono di essere ragionamenti logici e inconfutabili. Succede spesso con quelle emozioni che consideriamo negative perché sono spiacevoli da provare. Anziché accogliere le preziose informazioni che ci comunicano, le scacciamo per non doverle “sentire”. Allo stesso modo indulgiamo con quelle che ci danno un piacere momentaneo, e non è detto che siano positive per la nostra vita. Un atteggiamento di indagine introspettiva portata all’eccesso è controproducente: alimentiamo la tendenza a ruminare ed elucubrare — una tendenza che partorisce sempre la stessa tipologia di pensieri e non ci fa scoprire niente di nuovo su di noi.

La scrittura come viatico nel viaggio introspettivo

La scrittura è uno strumento che può essere molto utile nel viaggio esplorativo all’interno di noi stesse. Ci consente di riflettere razionalizzando o, al contrario, di proiettarci in scenari improbabili. Scrivere è un modo per aprire la mente e far fluire gli stati emotivi. Può essere, al tempo stesso, verosimile e irreale e può avvicinarci senza giudizio ai nostri desideri e a quello che ci muove “dentro”. Scrivere è soprattutto un buon modo per stare in propria compagnia. Siccome scrivo tanto e da molti anni, ti consiglio di prediligere la scrittura a mano rispetto a quella al computer, e di predisporti alla scrittura in modo che sia un’occasione di piacere. Quindi, è il momento di tirare fuori dagli astucci penne e pennarelli colorati, evidenziatori, biro con tratti decisi. Insomma, cerca di sentirti a tuo agio come puoi, prima di iniziare. Ho scelto per te tre esercizi che spero possano accompagnarti in un viaggio introspettivo all’insegna della curiosità e del benessere.

1. Positivo, negativo neutro – partiamo da tre liste

Il primo esercizio è di quelli che ti spingono a pensare senza rimuginare. Rifletti sul periodo che stai vivendo, su come trascorri le giornate, su cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale. Poi fai 3 liste:

1. Cose che in questo momento consideri positive;
2. Cose che consideri negative;
3. Cose che consideri neutre, ossia né positive né negative.
Sforzati di scrivere almeno 5 voci per ogni lista e fa’ in modo che le liste abbiano un numero omogeneo di voci (evita di avere una lista con 20 voci e una con 5, per intenderci).

A proposito di introspezione, come puoi leggere queste liste? Impara a trovare il sottotesto. Potresti scoprire informazioni sorprendenti sui tuoi bisogni, su cosa sei disposta a tollerare e cosa no, sui confini che vuoi tracciare tra te e gli altri. E sulla lista delle cose “neutre” puoi ancora lavorare. Cosa potresti aggiungere o come potresti modificarle per inserirle nella lista delle cose positive? Questo ti porta a fare una riflessione ulteriore su ciò di cui hai bisogno in questo momento e sul potere che hai di intervenire sulla tua situazione.

Il tuo mondo immaginario – un esercizio di scrittura creativa

Sei a capo di un mondo diverso dal nostro, un mondo che magari non esiste se non nella tua immaginazione. Come sarebbe questo mondo? Quali caratteristiche includerebbe? Come lo governeresti? Quali leggi faresti approvare? Quali festività sarebbero celebrate e quali bandite? Sbizzarrisciti, vola sulle ali della fantasia, esagera. Ti assicuro che, mentre scrivi, ti si stamperà in faccia un sorriso involontario e persistente e ti divertirai un sacco. Potresti chiederti: ma cosa c’entra l’introspezione? C’entra, eccome. È un esercizio che, in modo leggero, ti porta a ragionare sui tuoi valori, su cosa è importante per te, su cosa vuoi davvero. Se poi riporti l’esercizio sul mondo “reale”, chiediti in che modo puoi ricreare nel tuo piccolo quel mondo immaginario. Come puoi fare la tua parte per contribuire alla visione del tuo mondo ideale? Inoltre, potresti chiederti: quanto sono padrona della mia vita e quanto decido di esercitare il mio potere per vivere attivamente e non subire ciò che mi capita?

Le tue peggiori paure – un esercizio di scrittura con rituale

Se sei preoccupata per il futuro, questo esercizio fa per te. Prendi un foglio e dei pennarelli colorati. La traccia è: scrivi ciò che più ti preoccupa o ti spaventa rispetto al futuro. Immaginati negli scenari peggiori possibili e poi scrivi ogni preoccupazione o paura con un bel colore brillante. Puoi scriverle in forma di lista, oppure dettagliare riversando sul foglio le emozioni che senti. Butta fuori tutto in modo colorato e colorito. Quando sarai soddisfatta e ti sembrerà di aver dato sfogo alle tue paure più nere, non rileggere ciò che hai scritto. Piega il foglio e organizza un rituale per “lasciarle andare”. Lascio a te il compito di decidere lo svolgimento del tuo rituale. Lo farai sul balcone, in cucina, al calar del sole, con la luna piena, indossando un amuleto o qualcosa di rosso, leggendo una poesia o purificando l’aria col palo santo. Scegli cosa funziona per te in un rituale. Alla fine, ciò che ti chiedo di fare è di bruciare il foglio. E mentre il foglio brucia, esprimi gratitudine per quelle paure che avevano il compito di metterti in guardia e di radicarti nella realtà. Naturalmente il rituale ha un valore simbolico, proprio come i colori, che servono a smorzare, da un punto di vista visivo, l’impatto emotivo dei pensieri. Eppure sono certa che dopo ti sentirai leggera e molto più fiduciosa.

Se provi gli esercizi, fammi sapere com’è andata, scrivendomi nei commenti oppure in privato. E se pensi che questo post possa essere utile a qualcuno che conosci, ti sarei molto grata se lo condividessi sui social.

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