Hai una dipendenza dai pensieri negativi?

Quando ero un’adolescente tormentata, spingevo spesso i miei pensieri al tragico. Eventi catastrofici e vaghi presagi di morte facevano parte del mio scenario immaginifico a metà tra il romanzo gotico e le storie strappalacrime. La piccola fiammiferaia che c’era in me era molto artificiosa e aspirava a morire dopo una vita dissipata e bohémien piuttosto che crepare in un sanatorio per tubercolotici — sì, leggevo troppi romanzi ottocenteschi. I miei pensieri negativi erano costruiti a tavolino, tipici di una ragazza cresciuta in un paesino di provincia negli anni Novanta, senza internet, nutrita di letture e suggestioni noir. Cosa significa coltivare davvero pensieri negativi l’avrei scoperto solo ai tempi dell’università, quando ho vissuto un periodo nero, da cui sono uscita con una consapevolezza: i pensieri negativi possono creare dipendenza! Ok, è un po’ esagerato ma il succo è che a volte ci abituiamo talmente tanto a certi meccanismi mentali che questi scattano in automatico, senza che ce ne rendiamo conto.

I pensieri condizionano le nostre esperienze

Sono convinta che i pensieri siano fatti di energia, che emanino vibrazioni e che smuovano l’ambiente intorno a noi. Le esperienze — tutte, sia quelle positive che quelle negative — sono condizionate dai nostri pensieri, tanto quanto lo sono dalle azioni che scegliamo di compiere. Ti è mai capitato di focalizzarti solo sugli aspetti della tua vita che non funzionano? Facciamo un esempio: hai consegnato un lavoro importante. Ricevi per quella consegna mille complimenti e una sola critica. E tu, invece di goderti i complimenti, non fai che vedere quell’unica voce discordante, che è capace di rovinarti la giornata. Quando i nostri pensieri sono intrisi di energia negativa, rimettono in circolo quella negatività che si auto-alimenta. In pratica, se vedi tutto nero, continuerai a vedere solo il nero, ignorando qualunque altro colore o sfumatura. E quindi ti senti un’inetta alla vita, una che — come si dice dalle mie parti — non sa campare.

La spirale negativa dei pensieri negativi

Nella mia esperienza i pensieri più tossici sono quelli generati dal confronto con gli altri. Ma è anche vero che basta un nulla per dare vita a pensieri neri. Si inizia, senza un motivo apparente, a preoccuparsi per qualunque cosa, in una spirale negativa discendente. Pensieri all’apparenza banali, come “sono single, non troverò mai una persona che mi ami”, “non avrò mai un lavoro ben pagato, diventerò povera”, “ho mangiato la brioche, ingrasserò e quindi morirò zitella” — d’accordo, questi esempi sono tratti dalla mia vita vera ma ognuno ha i propri hot topic. I pensieri giocano un ruolo importante nel creare la nostra realtà perché sono veicoli di emozioni e le emozioni determinano il nostro stato d’animo. Se affrontiamo un evento a cuor leggero, il risultato sarà ben diverso che se partiamo con un bagaglio di pregiudizi, che non si basano sulla realtà oggettiva ma su pure congetture.

Cambiare la narrativa personale

Se i pensieri sono generati dalla nostra mente, possiamo creare pensieri costruttivi e corroboranti. Come sono uscita dalla mia “dipendenza” dai pensieri negativi? Innanzi tutto, confutandoli. Insomma, va bene aspettarsi il meglio e prepararsi al peggio ma nella mia narrativa personale non c’era spazio per la felicità. Mi ero affezionata alla storia dell’eroina tragica e tormentata e continuavo a reiterare certi schemi, per cui mi raccontavo in quell’ottica tutto ciò che mi accadeva. A un certo punto, ho sentito il bisogno di scrivere un’altra storia, che tenesse conto della persona che volevo essere. Così, anziché trasformare ogni evento in un’esperienza traumatica, ho assunto un nuovo punto di vista, che abbracciasse possibilità che fino a quel momento mi ero preclusa. Cambiando la mia narrativa personale, anche i miei pensieri sono cambiati. Ogni tanto indulgo ancora al sottile piacere di spingere i miei pensieri al tragico ma con la consapevolezza che si tratta di un esercizio creativo.

Come evitare di diventare schiave dei propri pensieri negativi

Il problema dei pensieri è che emergono spontaneamente, non sempre siamo consapevoli di esserne noi le creatrici. Tra i pensieri negativi, le preoccupazioni sono quelli che provocano emozioni che ci mettono a disagio, come l’ansia o l’angoscia. Come fare per contenere la portata dei nostri pensieri?

  • Trova i tuoi temi ricorrenti. Immagina di essere l’autore della tua biografia. Quali sono gli schemi narrativi, i filoni di pensiero che impieghi con maggior frequenza e soddisfazione? Detto in modo diretto, quali sono le tue paure? Cosa ti angoscia? Se trovi dei temi che si ripetono, forse vale la pena approfondire.
  • Preoccupati per 10 minuti al giorno. È una tecnica molto divertente. Scegli un momento della giornata in cui dare libero sfogo ai tuoi pensieri neri. Immagina catastrofi, situazioni spiacevoli o imbarazzanti, sentiti libera di esprimere le tue preoccupazioni. Ma metti dei paletti: il momento preoccupazione non può durare più di 10 o 15 minuti. Se durante la giornata ti vengono dei pensieri opprimenti, segnateli e decidi di dar loro spazio nel momento che dedicherai alle preoccupazioni. È un espediente molto utile perché ti fa sentire di avere il potere di governare quei pensieri che di solito sono come cavalli pazzi.
  • Raccontati un’altra storia. Come protagonista della tua vita, che tipo di esistenza vuoi condurre? Qual è il mood dominante delle tue giornate? Se riesci a individuare questi punti chiave, ti sarà più semplice non diventare schiava dei tuoi pensieri negativi. A questo scopo può essere molto utile tenere un diario in cui tutte le mattine scrivi le tue intenzioni per la giornata. Ricorda: sei sempre tu che dirigi la tua vita. Dove vuoi condurla?

Hai bisogno di una mano con i tuoi pensieri negativi? Forse posso aiutarti. Prenota un incontro gratuito: ci facciamo quattro chiacchiere informali e capiamo se possiamo lavorare insieme. Ti aspetto!

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