Quest’anno sono arrivata alla pausa estiva un po’ provata. Il mio sito web, andato online a metà aprile, aveva già richiesto un lavoro con ritmi serratissimi. In più, una volta pubblicato il sito, è cambiato tutto ancora una volta: nuove attività da svolgere, calendario editoriale, programmazione, marketing, clienti da seguire, formazione, studio. Alla fine di luglio mi trascinavo ormai sui gomiti e, quando mi sono fermata, il mio corpo ha incassato, d’un colpo, la stanchezza accumulata. L’adrenalina che avevo in circolo – e che mi sospingeva in avanti – è svanita e nei primi giorni di pausa non ho fatto altro che dormire. Ho dormito una media di dodici ore al giorno, senza sentirmi mai riposata. È stato allora che ho capito di aver tirato troppo la corda e di dover rallentare.
Cosa vuol dire riposare?
Per le persone che lavorano in proprio il riposo è essenziale. Anzi: lo è per tutte le persone, indipendentemente dal lavoro che fanno. Sono partita da una domanda: cosa vuol dire per me riposare? L’etimologia del termine fa riferimento allo stare in quiete (dal latino re-pausare) e indica l’atto di cessare un’attività e di ristorarsi da una fatica. Curiosando qua e là, ho letto che il concetto di riposo è percepito dagli uomini in modo diverso rispetto alle donne. Per gli uomini, infatti, il riposo è associato all’idea del gioco e del divertimento, è una pausa che ha il compito di portare piacere e relax nella vita di tutti i giorni. Le donne, invece, non cercano il riposo nella quotidianità, perché lo ritengono un lusso da conquistare. Ecco perché nell’immaginario femminile, il più delle volte, riposare vuol dire prendersi una vacanza: un periodo più o meno lungo in cui mollare finalmente gli ormeggi.
Sì, staccare
Online ho trovato 3 suggerimenti molto sensati per ricaricare le pile durante l’anno:
- dedicare un’ora al giorno al proprio benessere;
- prendersi un paio di giorni a settimana di pausa dal lavoro;
- andare in vacanza per due o tre settimane possibilmente due volte all’anno.
Possiamo stabilire questi suggerimenti come regola generale da non trasgredire. Poi però mi sono chiesta: perché il riposo non può essere anche per noi donne una tregua di piacere durante la giornata? Ci sono delle attività quotidiane in cui posso declinare il mio personale concetto di riposo? Come posso fare per staccare nella vita di tutti i giorni ed evitare, così, di arrivare di nuovo all’estate con le batterie scariche?
Ho stilato la mia top ten di gesti e attività da mettere in atto nella vita di tutti i giorni, che sul lungo periodo aiutano a decomprimere. Sono certa che ci troverai degli spunti utili anche per te:
1. Fare qualcosa di “inutile”
Mi rendo conto di avere la tendenza a misurare le mie giornate in base a ciò che ritengo produttivo. Il male peggiore che riesco a immaginare è perdere tempo. Se sfoglio una rivista, ad esempio, dentro la mia testa scatta l’allarme: stai perdendo tempo! La verità è che perdo molto più tempo cercando di concentrarmi quando sono stanca. In questi casi, potrei impiegare il mio tempo in modo più produttivo in attività “inutili”. Perché, se è vero che il cervello funziona meglio quando è impegnato in una stessa attività per un tempo prolungato, è vero allo stesso modo che ha bisogno di pause e di ossigeno per essere efficiente e creativo.
2. Rinunciare ad avere tutto sotto controllo
Anche tu tendi a essere una maniaca del controllo? Avere le situazioni sotto controllo e la piena gestione di tutte le mie attività mi fa sentire padrona delle mie giornate. Il controllo, in sé, non è il male assoluto. Come per ogni circostanza, è l’eccesso a essere pericoloso. Ci sono delle situazioni che sono fuori dal nostro controllo, per quanto ci sforziamo di programmare. Se impariamo a lasciar andare, impariamo a gestire gli imprevisti con più consapevolezza e meno stress. E la nostra mente ringrazia.
3. Prendersi cura di sé prima che degli altri
Questo punto per me è legato a lasciar andare il controllo. Spesso dimentico di non essere responsabile per tutto ciò che si guasta intorno a me. Non sono responsabile della felicità delle persone che amo e neppure delle scelte degli altri. Il mio compito è occuparmi di me stessa, assicurarmi di star bene, ascoltare i miei bisogni senza raccontarmi balle. Come si dice, you can’t pour from an empty cup. Se la tazza delle tue energie è vuota, non resta più nulla da poter dare agli altri.
4. Nutrirsi di arte
L’altro giorno riflettevo sul fatto che vivo a Torino da più di dieci anni e non ho mai visitato il museo egizio (sì, lo so: shame on me). Di rado vado a visitare mostre temporanee di pittura o fotografia, che in passato sono state un grande nutrimento per me. L’arte fa bene alla creatività, allena il pensiero laterale, trasporta in altre dimensioni e aiuta a defaticare la mente (guarda caso!).
5. Passare del tempo per conto proprio
Da quando sono una freelance, passo molto tempo da sola nel mio studio a lavorare. C’è differenza, però, tra passare ore davanti al computer o tra i miei libri in solitudine e dedicarmi del tempo da passare con me stessa. Questi momenti in compagnia di noi stesse non devono per forza essere momenti di introspezione, in cui cominciamo a ragionare sui massimi sistemi o a rimuginare sui nostri (presunti) insuccessi. Nel mio caso, i momenti di solitudine sono quelli in cui faccio le cose che mi piacciono, mi diverto, non penso a niente. Sono momenti importantissimi per rigenerarsi.
6. Fermarsi a guardare l’orizzonte
Quando vivevo a Napoli, per stare da sola e non pensare a niente me ne andavo sul lungomare e passavo anche ore ferma a fissare l’orizzonte. Mi riempivo gli occhi di cielo, mare, barche, gabbiani. La mia mente lasciava liberi i pensieri e si svuotava completamente. Quando non si ha a disposizione il mare, va bene un qualunque spazio aperto. Basta salire su una collina e guardare il panorama, spaziare da un punto all’altro, spingere lo sguardo sempre oltre.
7. Andare lontano da casa
Ogni tanto mio marito cerca di convincermi a organizzare un weekend fuori. Io, nove volte su dieci, gli dico di no: devo lavorare, non ho mica tempo da perdere! Poi però la volta che cedo alle sue pressioni, mi dico: ma perché non l’ho fatto prima? Allontanarsi dai soliti luoghi, anche solo per una giornata, proietta in un clima di vacanza, attiva la mente in modalità di scoperta, stuzzica la curiositas, favorisce le esperienze sensoriali.
8. Avere uno spazio sicuro tutto per sé
Per ricaricarsi occorre avere uno spazio privato, che non è solo uno spazio fisico ma è piuttosto uno spazio dell’anima, che traccia un confine netto tra lo spazio interiore e quello esterno. È un luogo in cui trovare rifugio, in cui finalmente rilassarsi, spogliandosi da maschere e armature. Quando non abbiamo la possibilità di avere una stanza intera per noi, possiamo trovare un orario durante la giornata in cui una stanza, di solito utilizzata da più persone, diventa la nostra stanza, nella quale possiamo stare da sole senza interferenze dall’esterno.
9. Imparare a visualizzare
Benché io abbia la mia vena di spiritualità, non sono mai stata il tipo da meditazioni e tappetino da yoga. Qualche anno fa ho deciso di sfidare i miei pregiudizi e ho iniziato a visualizzare. Imparare a visualizzare implica, innanzi tutto, imparare la respirazione diaframmatica. E già questo elemento, da solo, aiuta la decompressione. Inoltre, è un modo molto efficace per connettersi col proprio intuito. E quando ci riesci, la mente si libera del tutto e arrivano degli insight pazzeschi.
10. Prendersi i propri tempi
Ogni tanto mi accorgo che guardo gli altri e penso di essere troppo lenta: ci ho messo troppo tempo a scrivere un post, a sposarmi, a fare quella scelta di vita. Questi pensieri, oltre a farmi sentire inadeguata, mi stressano senza motivo. Più vado avanti nella mia crescita personale, meno mi capitano episodi di questo tipo. Chi decide quali sono i tempi “giusti”? Quando impariamo a conoscerci, comprendiamo quali sono i ritmi che si addicono di più al nostro modo di essere. Conformarsi a tutti i costi ai ritmi di qualcun altro ci fa vivere sempre in affanno. E non è forse proprio quello che vogliamo evitare?
Hai degli altri suggerimenti per staccare nella vita di tutti i giorni da aggiungere ai miei? Scrivili nei commenti oppure inviameli in privato all’indirizzo ciao@giovannamartiniello.it. Sarò felice di leggerli (e di risponderti).