Oggi è l’11 ottobre ed è il mio compleanno. Non so che rapporto hai tu con il tuo compleanno. Io ho sofferto per anni di birthday blues e con il mio ci ho fatto pace solo di recente.
“La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare”. Lo dice Jep Gambardella nel film La grande bellezza. Da alcuni anni, mi torna in mente questa frase a ogni compleanno. Anche se non sono ancora arrivata a sessantacinque anni, io ho scoperto che non voglio — verbo ben diverso da posso — perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. Voglio dare priorità, spazio e attenzione alle cose che contano per me, quelle che mi fanno sentire viva, che colorano le mie giornate.
Soffrire di birthday blues
Ho sofferto a lungo del birthday blues, una sorta di depressione legata all’avvicinarsi del proprio compleanno. I sintomi più comuni sono tristezza e malumore, svogliatezza, desiderio di starsene rintanati in casa per non vedere nessuno. A ogni compleanno la solita storia: la vocina stronza dentro di me — la cara Mortifera — iniziava la tiritera del disvalore: la tua vita fa schifo, sei una fallita, cos’hai realizzato?, alla tua età avresti dovuto essere chissà dove, guarda quella persona che è più giovane di te dov’è arrivata e bla bla bla. Prendevo addirittura un giorno di ferie al lavoro solo per evitare che le mie colleghe potessero farmi gli auguri e me ne stavo in casa ad affogare la frustrazione e il senso di débâcle in una torta che mi faceva pure sentire in colpa. È che il compleanno, da un certo punto della mia vita adulta, è stato per me un’occasione di bilanci. Una giornata che serviva a ricordarmi che la mia vita non era andata come avevo immaginato, una giornata che mi metteva di fronte ai miei fallimenti. L’assillo del tempo che scorre mi faceva sentire troppo vecchia per fare qualunque cosa. Il mio compleanno era il giorno più brutto dell’anno. Tanti auguri a me!
Il mio natale personale
Come in ogni storia che si rispetti, poi c’è stato il riscatto, ovvio. Quando ho iniziato a mettermi al centro della mia vita, a chiedermi chi ero e cosa desideravo, ho rivalutato anche il compleanno, guardandolo in un’ottica più benevola. Via i bilanci negativi, via i paragoni, via il senso di essere in un ritardo irrecuperabile. Ho continuato a prendere il giorno di ferie ma per dedicarlo a me, a fare cose divertenti, e a mangiare la torta senza sentirmi in colpa. Il compleanno è il giorno in cui compio gli anni, l’anniversario della mia nascita. È il mio natale personale e unico, perché io sono unica, non esiste un’altra persona come me, che abbia il mio stesso valore, la mia bellezza. Il mio compleanno lo voglio celebrare, come un’occasione solenne, come il momento in cui ho aperto i miei occhi sul mondo. E lo voglio festeggiare, come un momento di allegria e gioia, come quando ero bambina e tutti mi facevano le feste.
Dritte per celebrare e festeggiare il compleanno se soffri(vi) di birthday blues
Ti dico cosa faccio io, che non amo i compleanni, per renderlo un giorno speciale per me. Magari può esserti utile.
- Se puoi, prenditi un giorno tutto per te. Io, se posso, ne prendo anche più d’uno.
- Se ti viene l’ansia nel ricevere messaggi e telefonate d’auguri, metti il telefono in modalità aerea fino a sera e non pensarci più. Io, dopo aver parlato con i miei genitori e con mia sorella, tolgo la suoneria al telefono e lo abbandono da qualche parte.
- Fa’ in modo che sia una giornata da ricordare, fai cose che ti piacciono, che di solito non hai tempo di fare. Vai a vedere una mostra, fai una gita in una città vicina, compra i biglietti per l’opera, vai a pranzo fuori con un’amica. Qualunque cosa ti faccia star bene. Io di solito ne approfitto per vedere posti nuovi o fare un breve viaggio.
- Seleziona le persone con cui vuoi stare. E se non vuoi stare con nessuno, fa’ che sia una nutriente giornata di solitudine. A me piace passare il compleanno solo con Paolo e con Athena. Non voglio altre “interferenze” esterne.
- Fatti almeno un regalo. Non è importante che sia un regalo costoso, deve essere qualcosa che desideravi e che rende speciale la giornata, perché decidi di meritarti di essere celebrata. Quest’anno mi sono regalata una mini-vacanza a Londra in solitaria.
- Non fare bilanci, rilancia! Siccome i miei bilanci erano sempre in negativo, ho deciso di bandirli, almeno dal giorno del mio compleanno. I bilanci servono a poco se non li utilizziamo come strumenti per capire cosa non sta andando bene nella nostra vita. Piuttosto, focalizziamoci sulle nostre priorità, che danno voce ai nostri desideri. E rilanciamo. Io, a ogni compleanno, mi domando dove voglio essere tra un anno, così da assicurarmi di vivere seguendo il mio obiettivo.
Decalogo delle mie verità improvvisate
Siccome sto scrivendo un post per il mio compleanno, ho deciso che ci metto pure dieci cose che ho più o meno capito della vita, proprio come farebbe Jep Gambardella. Sono le mie verità, non possono assumere pertanto valore universale, e sono pure in ordine sparso e casuale. Ma quando mi ricapita di spararmi le pose e poter proclamare delle massime di saggezza?
1. I limiti, quelli veri, stanno nella testa. Se li togliamo da lì, diventa tutto meno faticoso.
2. Non si dovrebbe mai perdere l’occasione per fare quello che ci piace.
3. La generosità è una buona causa. Sempre.
4. È fondamentale custodire e onorare il proprio spazio interiore.
5. Smettere di raccontarsi balle infiocchettate è un buon esercizio per invecchiare bene.
6. Stabilire le proprie regole è il modo migliore per vivere felici.
7. La felicità è un work in progress.
8. La persona giusta è un’invenzione del marketing. A rendere giusta per noi una persona è la nostra voglia di metterci in gioco in una relazione.
9. Seminare e coltivare sono gesti complementari e inscindibili per la crescita, di qualunque tipo.
10. Ciascuno è l’unità di misura della propria vita.
E adesso vado, ho una torta che mi aspetta e una giornata tutta per me!
Se ti va di raccontarmi come vivi il tuo compleanno o magari vuoi farmi gli auguri (yeah!), lasciami un commento oppure scrivimi in privato. Mi fa sempre molto piacere leggerti (e rispondo sempre).