Una stanza tutta per me
Il club di journaling
Sei mesi per sperimentare modi diversi di fare journaling e scoprire quelli che ti somigliano di più.
Da novembre 2026 a maggio 2027 · online · massimo 15 partecipanti
Ti vedo, sai.
Hai comprato un quaderno bellissimo e ti sei detta: questo sarà il mio diario.
Hai scelto con cura anche la penna. Magari hai una scatola piena di sticker, washi tape e altre meraviglie di cartoleria che però – diciamocelo – sono troppo belle per “rovinarle”.
E infatti il quaderno è ancora lì. Aspetta.
Perché la prima pagina dovrebbe essere stupenda. Perché non sai bene da dove cominciare. Perché hai visto journal meravigliosi online e sei convinta che il tuo non sarà mai così bello.
O magari hai provato a scrivere tutti i giorni, poi ne hai saltato uno, poi due, poi sette e a quel punto hai pensato: il journaling non fa per me.
Forse hai già una piccola collezione di diari cominciati e abbandonati.
Eppure, ogni tanto, ci riprovi.
Perché il desiderio è ancora vivo: vorresti fare journaling, vorresti che quel quaderno diventasse davvero uno spazio tutto per te.
Solo che continui a chiederti quale sia il modo “giusto” di farlo.
Scrivere tutte le mattine?
Essere costante?
Creare pagine belle?
Riflettere sulle tue emozioni e andare in profondità?
Oddio, tutte queste cose insieme?
Forse il problema è che stai cercando di adattarti a un modello che non fa per te invece di chiederti: ma io come voglio farlo?
C’è una cosa importante che devi sapere: io non ti insegnerò a fare journaling.
Perché per me il journaling non si insegna.
Si sperimenta.
Non esiste un metodo che funzioni per tutte, una routine perfetta da seguire o un numero minimo di giorni consecutivi da spuntare sulla tua interminabile to-do list.
E ti dirò di più: io non sono un’esperta di journaling.
Sono una persona che fa journaling.
Negli anni ho scritto, incollato, raccolto, ritagliato, osservato. Ho sperimentato pratiche che mi tengo strette e altre che ho abbandonato. A volte sono andata in profondità. Altre volte mi è bastato giocare.
Ho trovato – e continuo a trovare – i miei modi di abitare la pagina.
Ed è quello che vorrei accadesse anche a te.
Non ti consegnerò un metodo da replicare: ti proporrò strumenti, esperienze, occasioni. Poi starà a te provare, scegliere, mescolare, scartare, cambiare idea. Fare di testa tua.
Alla fine di questi sei mesi non vorrei sentirti dire:
«Adesso so come si fa journaling.»
Vorrei, invece, che mi dicessi:
«Adesso so che posso fare journaling in tanti modi e mi sento libera di scegliere, ogni volta, quello che funziona per me.»
Una stanza tutta per me NON è un corso di journaling.
È un Club.
Per sei mesi condivideremo una casa fatta di carta, parole, immagini, colori, domande, oggetti raccolti per strada, ritagli, conversazioni e pagine venute benissimo o venute un po’ meh.
E ci saranno sempre due fili che attraversano la Stanza:
tu + il tuo quaderno
e
tu + le tue compagne di stanza.
Perché puoi scoprire moltissimo da sola, davanti alla tua pagina. Ma incontrare modi diversi dai tuoi può mostrarti strade che, semplicemente, da sola non avresti considerato.
Per allargare il campo delle possibilità. E poi scegliere quelle che senti tue.
Perché un Club?
Perché in questa Stanza le altre non sono comparse: fanno parte dell’esperienza.
Una stanza tutta per me non è un servizio da comprare oggi e parcheggiare in un angolo remoto del tuo PC per quando finalmente avrai più tempo.
È un luogo da abitare.
Ci incontreremo durante le call, ci ritroveremo nel gruppo Telegram e ogni mese ci saranno piccole esperienze da fare da sola, in coppia o in gruppetti.
Puoi entrare nel Club senza prendere l’impegno di fare tutto – io di certo non te lo chiederò. Ma con la voglia di esserci, sì.
Intanto io preparerò la Stanza, porterò materiali, idee e domande e sarò presente mentre esplori.
C’è soltanto una cosa che non posso fare al posto tuo: provare.
Ti faccio fare un giro della casa?
Ho immaginato infatti questi sei mesi come una casa.
Non una di quelle case perfettine in cui hai paura di sederti sul divano.
Una casa da vivere.
C’è un’anticamera, ci sono cinque stanze e, alla fine, una porta che rimane aperta.
La soglia
Ci conosceremo, prenderemo confidenza con la casa e lasceremo fuori qualche idea su come dovrebbe essere fatto il journaling.
Ad aspettarti ci saranno anche il Manifesto del journaling anarchico e il Patto del Club.
dove mi do il permesso
Cominceremo appropriandoci del quaderno: usarlo, rovinarlo, cambiare idea, lasciare qualcosa a metà, cose così.
dove vado oltre la pagina bianca
Parole, immagini, oggetti, frammenti, incontri casuali: proveremo diverse porte d’ingresso nel journal per scoprire che cosa riesce a metterci in moto.
dove mi accorgo del mondo
Sposteremo lo sguardo da noi a ciò che ci circonda, perché il journal può essere anche un luogo in cui osservare, raccogliere e documentare l’ordinario.
dove do forma a ciò che provo
Emozioni, umori e sensazioni possono stare sulla pagina senza dover essere necessariamente analizzati, spiegati o risolti.
A volte possiamo semplicemente dare loro una forma.
dove incontro tante me
Incontreremo qualcuna delle persone che siamo state, che siamo e che potremmo diventare.
Perché non dobbiamo essere una cosa sola.
dove scelgo che cosa portare con me
Torneremo sulle tracce lasciate durante il viaggio e raccoglieremo ciò che vogliamo conservare.
E alla fine dei sei mesi?
Sono sincera: non posso prevedere che cosa ti porterai fuori dalla Stanza.
E, ti assicuro, non lo dico per fare la misteriosa.
Potresti scoprire che ami riempire pagine di parole oppure che dopo dieci righe non ne puoi più. Che hai bisogno di immagini. Che preferisci raccogliere frammenti. Che una domanda ti mette in moto oppure ti paralizza.
Il risultato non può essere identico per tutte.
Potresti uscirne con dieci nuove pratiche che ami o con tre soltanto che senti davvero tue.
E nessun risultato è migliore dell’altro.
E poi c’è la box.
Prima di cominciare riceverai a casa uno starter kit per fare journaling.
Dentro troverai un quaderno artigianale Laiepi realizzato appositamente per Una stanza tutta per me, una penna giapponese e una ricca selezione di carte, ritagli, sticker, washi tape, PET tape e altre piccole cose che per ora preferisco non raccontarti.
Se ti dico tutto, poi che sorpresa è?😊
La box non è un regalo aggiunto al percorso. È l’inizio del percorso.
Voglio che tu abbia fin da subito materiali diversi con cui giocare, sperimentare e “sporcare” le pagine.
Cosa trovi dentro Una stanza tutta per me
- 7 incontri live di 90 minuti su Google Meet, compresa la call zero iniziale
- un minisito riservato con contenuti, tutorial e materiali da scaricare, a cui avrai accesso per sempre
- il gruppo Telegram del Club, per ritrovarci tra una call e l’altra
- ogni mese, piccole esperienze in coppia o in piccoli gruppi
- la possibilità di scrivermi durante tutto il percorso per domande, dubbi o condivisioni
- la box di Una stanza tutta per me, ricca di materiali.
Ci vediamo sempre di giovedì, dalle 19:00 alle 20:30
- call 0 – 5 novembre 2026
- call 1 – 3 dicembre 2026
- call 2 – 14 gennaio 2027
- call 3 – 11 febbraio 2027
- call 4 – 11 marzo 2027
- call 5 – 15 aprile 2027
- call 6 – 6 maggio 2027

Ciao, sono Giovanna
Faccio un lavoro che non è facilissimo spiegare al pranzo di Natale: sono una facilitatrice di scrittura anarchica. Creo esperienze in cui la scrittura incontra collage, immagini, carta, colori e gioco, per aiutarci a guardarci – e a guardare il mondo – da prospettive diverse. Una stanza tutta per me è già esistita in altre forme. Questa nuova edizione porta con sé quello che ho imparato dalle Stanze precedenti e da anni passati a scrivere, incollare, sperimentare e cambiare idea. Non ho creato un metodo di journaling con il mio nome sopra. Ho creato un luogo in cui ogni persona può trovare il proprio modo di fare journaling. Anzi: i propri modi.
Potresti sentirti a casa qui se…
- il desiderio di fare journaling continua a tornare, ma finora non sei riuscita a trovare una forma che senti davvero tua
- quando senti parlare di routine quotidiane e challenge da trenta giorni ti viene l’orticaria
- vorresti che nel tuo journal ci fosse spazio anche per il gioco, la curiosità e le cose apparentemente inutili
- ti attira l’idea di usare parole, immagini, carte e materiali diversi, anche se non ti consideri particolarmente creativa
- ti incuriosisce incontrare persone che stanno facendo la stessa ricerca, magari in modi completamente diversi dal tuo.
E soprattutto potresti sentirti a casa qui se hai voglia di provare.
Quanto costa entrare nella Stanza?
La quota di partecipazione a Una stanza tutta per me è di: 419 €
Comprende l’intero percorso di sei mesi, la box iniziale e la spedizione in Italia.
Puoi pagare tramite bonifico bancario, in un’unica soluzione, oppure fino a 6 rate mensili.
Il Club accoglierà al massimo 15 partecipanti e partirà al raggiungimento di un minimo di 8 iscrizioni.
Le iscrizioni chiudono il 25 ottobre 2026 o al raggiungimento dei 15 posti disponibili.
La porta è aperta.
Che fai, entri?
Forse ti stai facendo una di queste domande
Certo. Non devi arrivare sapendo già fare qualcosa e non esiste un livello da raggiungere.
Partiremo dal quaderno e avrai anche la box con tutto quello che ti serve per cominciare a sperimentare.
Certo che sì.
Una stanza tutta per me non è un corso base. Potresti avere voglia di uscire dalle tue abitudini, provare un approccio più creativo e leggero o semplicemente aprire qualche finestra.
Non ti chiederò di abbandonare il tuo modo di fare journaling. Ti inviterò a sperimentarne altri per arricchire la tua “cassetta degli attrezzi”.
Giammai!
Useremo immagini, collage, colori e materiali diversi, ma non stiamo creando opere da esporre.
Ti anticipo uno degli enunciati del Manifesto che troverai nell’Anticamera: il perfezionismo resta fuori dalla Stanza.
Non c’è una routine quotidiana da rispettare.
Ci saranno gli incontri mensili e, tra una call e l’altra, proposte da provare e piccole attività insieme alle altre.
Quanto spazio vorrai dare al journal nella tua quotidianità dipenderà anche da te.
No.
Potrai condividere ciò che vorrai e tenere per te tutto il resto. Nessuna dovrà mostrare una pagina, leggere un testo o raccontare qualcosa che preferisce custodire per sé.
Non ci saranno voti, note sul registro o telefonate a casa.😊
Le attività con le altre, però, fanno parte dell’esperienza del Club. Saranno piccole proposte di scambio, pensate per essere leggere e, per lo più, da fare in modo asincrono: quindi non ci sarà da aggiungere altre call o appuntamenti fissi al calendario.
Mi piacerebbe che entrassi con la disponibilità a provarle, quando puoi e nel modo che ti somiglia di più.
Le call non sono lezioni frontali.
Ci sarà sempre uno spazio per ritrovarci e raccontarci come stanno andando le cose: potrai portare una domanda, una difficoltà che hai incontrato, qualcosa che hai scoperto – o anche quel nuovo materiale di cartoleria bellissimo che non vedi l’ora di mostrare alle altre.😊
Poi lavoreremo insieme: faremo esercizi condivisi e alcune call saranno dei veri e propri workshop online.
Saranno momenti per sperimentare, ma anche per confrontarci, scambiarci idee e lasciarci contaminare dai modi di fare journaling delle altre.
No.
Durante gli incontri possono emergere pagine, pensieri e pezzi di vita privati. Voglio che chi partecipa possa sentirsi libera di parlare sapendo che quella conversazione rimarrà nella Stanza.
La riservatezza su ciò che viene condiviso nel gruppo farà parte anche del Patto del Club.
Le call non sono lezioni da recuperare. Sono incontri.
Quello che accade mentre siamo lì insieme è parte dell’esperienza.
Può succedere.
Sul minisito troverai comunque i materiali e le proposte del mese e potrai scrivermi se avrai bisogno di orientarti.
Quello che non potremo recuperare è l’esperienza dell’incontro in sé: per questo trovi tutte le date prima di iscriverti.
No. La box che riceverai contiene già tutto quello che ti servirà per partecipare al percorso.
Naturalmente, se vorrai usare anche i materiali che hai già, non sarò certo io a impedirtelo. 😊
Per sempre.
Anche dopo la fine del Club potrai tornare ai contenuti, ai tutorial e ai materiali che troverai nelle Stanze.
Sì. Il pagamento avviene tramite bonifico bancario e puoi scegliere se versare la quota in un’unica soluzione oppure suddividerla fino a un massimo di 6 rate mensili.
Le modalità e le scadenze dei pagamenti saranno indicate nelle condizioni di partecipazione.
Una stanza tutta per me partirà con un minimo di 8 partecipanti.
Se non raggiungeremo questo numero, il percorso non partirà e riceverai il rimborso completo di quanto versato.
Certo. Per la spedizione della box fuori dall’Italia potrebbe essere necessaria un’integrazione rispetto alla quota indicata.
Scrivimi prima di iscriverti, così posso verificare il costo della spedizione per la tua destinazione.
Certo che sì!
Scrivimi (la mia mail è ciao@giovannamartiniello.it) e organizziamo una breve call, senza impegno. Mi racconti che cosa cerchi, mi fai tutte le domande che vuoi e proviamo a capire insieme se Una stanza tutta per me è il luogo giusto per te.
Al massimo, ci facciamo una chiacchierata. 🙃
C’è qualcosa che vuoi chiedermi?
Se hai letto fin qui ma ti è rimasto un dubbio, scrivimi a ciao@giovannamartiniello.it.
Ti rispondo volentieri.
Se invece hai già deciso: