The Happiness Journal: cosa ti rende felice?

Hai mai pensato di tenere un diario a tema felicità? Qualunque sia la tua risposta, voglio spiegarti come lo faccio io: magari viene voglia anche a te o puoi trarne qualche spunto utile.

Che cos’è The Happiness Journal

Un journal non è esattamente un diario in senso classico, è piuttosto un concetto creativo. Ma andiamo per gradi.

Di cosa parliamo quando parliamo di felicità

In questo contesto, il termine felicità ha un senso molto ampio. Puoi considerarlo un contenitore in cui far confluire:

  • i momenti in cui provi o hai provato gioia
  • gli oggetti, le persone, gli episodi che ti fanno o ti hanno fatto stare bene e provare quella sensazione molto soggettiva che ciascunə di noi associa al proprio concetto di felicità.

Com’è fatto un Happiness Journal?

Come vuoi. Te l’ho detto che journal e diario sono cose un po’ parecchio diverse. Alcune forme che può avere il tuo diario della felicità:

  • Un taccuino in cui annoti, a fine giornata, 3 momenti che ti hanno fatto sentire felice
  • Un diario fotografico, che racchiude foto di momenti, persone, eventi grazie ai quali ti sei sentita felice
  • Un diario introspettivo, con riflessioni varie sul tema della felicità (se scegli questa forma puoi usare i prompt che ti suggerisco più sotto)
  • Un mix di generi diversi, una sorta di diario anarchico o zibaldone, in cui puoi annotare riflessioni, incollare foto (o biglietti di concerti o qualunque altro ricordo importante nell’ottica della felicità), oppure tenere traccia delle tue emozioni (in positivo o in negativo).

Io, manco a dirlo, opto per la forma selvaggia. Benché sia una fan delle regole, quando si tratta di tenere un diario ho bisogno di sentirmi libera di esprimermi. Ci saranno giorni in cui sarò ispirata e in un mood filosofico, altri in cui avrò la forza di segnare una data e una breve nota per fissare nella memoria qualcosa di bello che non voglio lasciare andare. Tu puoi scegliere una di queste forme o anche inventarne un’altra che non ho elencato: è il tuo journal, decidi tu.

Cosa scrivere nel tuo Happiness Journal

Lo so, ti ho appena detto che nel tuo journal scegli tu cosa inserire. Tuttavia, a un certo punto potresti essere a corto di idee oppure potresti volerti sfidare e ragionare su un aspetto della felicità a cui non avevi pensato. In questi casi, si rivelano molto utili i prompt: domande, topic, sfumature, temi specifici, suggestioni per mettere in moto le idee e la penna. Eccone alcuni che puoi decidere di usare (o non usare) nel tuo Happiness Journal.

10 prompt sulla felicità per il tuo Happiness Journal

  1. Che cos’è per te la felicità? Quando cominci a pensarci e a buttare giù considerazioni varie, le prime cose che ti verranno in mente saranno definizioni che hai letto in giro. Vai oltre e più a fondo. Pensa ai momenti in cui ti senti allegra o in pace. Cosa li accomuna? Quali elementi contribuiscono a renderti felice? Scrivi sempre anche la data. La tua personale definizione di felicità probabilmente cambierà nel tempo.
  2. Che cosa ti rende infelice? Se fai fatica a definire il tuo concetto di felicità, prova a ragionare per contrasto. Cosa non è la felicità per te? Cosa ti fa star male o ti incupisce o ti mette di cattivo umore? Crea la tua lista e avrai un prontuario di azioni e situazioni da evitare.
  3. Cerca citazioni o ispirazioni sulla felicità. Ci sono degli autori che magari hanno colto esattamente un aspetto del tuo concetto di felicità oppure ci sono delle frasi ispirazionali che hai letto e che ti invogliano ad andare nella direzione della felicità. Annota tutto sul tuo journal. Se sei una patita della cartoleria potresti aiutarti con pennarelli colorati, cartoncini, adesivi e washi tape.
  4. Cosa ti rendeva felice quando eri bambina? Prova ad andare indietro con la memoria fino alla tua infanzia. Ricordi cosa era in grado di darti gioia? Quasi certamente sarà qualcosa di molto piccolo. Riesci a portare quell’elemento nella tua vita adulta? Soprattutto, è ancora capace di provocare in te il senso di felicità?
  5. Ricorda un gesto carino che ha fatto una persona per te. Prova a pensare a un gesto, un pensiero, un regalo, un’attenzione che hai ricevuto da una persona e che ti ha fatto sentire speciale. Cosa avevi apprezzato di più? Riesci a individuare un elemento che puoi considerare un innesco per la tua felicità?
  6. Ricorda un gesto carino che hai fatto per te stessa. Ci sono dei momenti in cui stai bene con te stessa e ti concedi qualcosa di bello. Magari un regalo, l’iscrizione a un corso a cui tieni, un viaggio che rimandavi da tanto. Qual è stato l’elemento determinante nel concederti quel gesto? In che modo puoi ricreare la situazione e godere della benevolenza verso te stessa anche in altre occasioni?
  7. Cosa ti fa ridere? Rifletti su cosa provoca in te ilarità e quella sensazione di benessere che la risata è capace di concederti. Sono le situazioni, alcune persone, alcuni temi magari che ti fanno ridere? Puoi portare più momenti di allegria nelle tue giornate?
  8. Fai una playlist delle tue canzoni della felicità. Vai di pancia: quali sono le canzoni che ti riconciliano con il mondo, che canteresti a squarciagola, tanto ti fanno stare bene? Fanne un elenco (che, lo sappiamo, non sarà esaustivo) e magari apri Spotify e crea la tua playlist. Come la chiamerai? Perché?
  9. Descrivi la tua giornata ideale. Pensa alla giornata perfetta, in cui ti senti bene, appagata, a tuo agio. Felice, insomma. Cosa la renderebbe tale? Cosa non dovrebbe mancare? Puoi includere alcuni di questi elementi nelle tue giornate ordinarie?
  10. Quali consigli vuoi darti per essere più contenta e soddisfatta di te stessa? Non c’è nessuno in grado di darti consigli migliori di quelli che ti daresti tu. In una giornata in cui ti senti particolarmente bene, prova a pensare ai consigli che vorresti darti in quelle giornate in cui, invece, vedi tutto nero. Tieni conto anche del modo più efficace per parlare con te stessa nelle giornate storte.

Bonus: scrivi il tuo decalogo della felicità. Dopo che avrai tenuto il tuo Happiness Journal per un po’ di tempo, inizierai a conoscerti meglio e a individuare degli elementi ricorrenti in ciò che è capace di renderti felice. A questo punto, prova a stilare il tuo personale decalogo della felicità.

Perché dovresti tenere un Happiness Journal?

Purtroppo è raro riconoscere i momenti felici mentre li stiamo vivendo. Noi li riconosciamo, di solito, solo a distanza di tempo (Natalia Ginzburg, Caro Michele).

Ci sono diversi motivi per cui, a mio avviso, fa bene tenere un Happiness Journal. Ad esempio:

  • Per aiutare la memoria. Quante volte passiamo dei bei momenti che poi si perdono nei meandri dei nostri ricordi? Quante volte vorremmo invece avere un promemoria che ci ricordasse di non compiere più quel tipo di azione o di esperienza? Un diario della felicità può contenere tutto quello che ci dà gioia o che ci ha dato gioia in un preciso momento. Ma può includere anche ciò che la gioia ce la toglie, a mo’ di monito per il futuro.
  • Per riconoscere i momenti di felicità mentre li stiamo vivendo. Non solo abbiamo la memoria corta ma tendiamo a non dare valore a quello che ci capita nel nostro quotidiano, alle emozioni che proviamo. Sono tante le emozioni che rientrano sotto il cappello del concetto di felicità. Imparare a far caso a come stiamo, a come ci sentiamo ci rende consapevoli e ci insegna a “fabbricare” la felicità quando ne abbiamo bisogno, perché sappiamo come riconoscerla.
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