Prendi un appuntamento con l’artista che c’è in te

La via dell’artista

L’appuntamento con l’artista è uno dei due esercizi di base presenti nel meraviglioso libro La via dell’artista di Julia Cameron. Il testo è, a tutti gli effetti, un manuale per esplorare la propria creatività e contiene una sintesi delle lezioni di creatività che Cameron ha tenuto in diverse sedi per oltre un decennio. Non voglio aprire un dibattito su cosa sia la creatività ma sono certa che anche a te viene da associare il termine alle arti e all’espressione artistica. Se ragioniamo in quest’ottica, nessun comune mortale oserebbe definirsi una persona creativa. Invece, La via dell’artista parte da un assunto di fondo: tutti siamo creativi. Per vivere una vita creativa dobbiamo allenare la creatività attraverso la pratica di un’arte. Julia Cameron propone un percorso di dodici settimane, ciascuna dedicata a un tema specifico (l’identità, il potere, la speranza…) con esercizi bizzarri e sorprendenti (come, ad esempio, farsi un regalo, scrivere liste, ascoltare un disco, cucinare, inviare lettere). È un percorso affascinante e molto impegnativo, che promette di sbloccare la nostra creatività e di portare alla luce l’artista che c’è in noi. Ci sono due esercizi che sono fissi e continuativi per tutte e dodici le settimane: 1. Le pagine del mattino, ossia tre pagine di diario in stile flusso di coscienza e 2. L’appuntamento con l’artista, appunto.

L’appuntamento con l’artista

Cos’è l’appuntamento con l’artista te lo faccio spiegare dalla stessa Julia Cameron. “Si tratta di un certo periodo di tempo, circa due ore alla settimana, da dedicare con impegno esclusivamente al nutrimento della vostra coscienza creativa, all’artista che è in voi. Nella sua forma originaria, l’appuntamento con l’artista è un’escursione, un momento di gioco che vi ripromettete di difendere da qualsiasi intromissione. Non dovrete portare nessuno, tranne voi stessi e il vostro artista interiore, ovvero il vostro artista-bambino”. L’appuntamento con l’artista, quindi, è un momento privato, di solitudine condivisa con il proprio artista interiore. Questo artista altri non è che il bambino dentro di noi che, come genitori distratti e troppo impegnati, abbiamo a lungo trascurato. Ecco che allora si svela la chiave dell’esercizio: bisogna nutrire quel bambino, scegliere attività che siano interessanti per lui. Non occorrono grandi budget economici, bastano pochi oggetti o avventure immaginarie. Cameron ci mette in guardia: si farà vivo presto il guastafeste dentro di noi, che ci intimerà di smettere di perdere tempo in stupidaggini. In quel momento dovremo perseverare, sintonizzarci sulla voce del bambino-artista, ascoltare cosa ci dice. Si annoia? Forse vuole cambiare attività? Dovremmo fare qualcosa di più giocoso? Se vogliamo che la nostra creatività torni ad albergare in noi, dobbiamo creare un rapporto di fiducia con il nostro artista interiore, fargli capire che diamo valore ai suoi messaggi e che, soprattutto, gli dedichiamo del tempo di qualità.

L’appuntamento con l’artista che c’è in me: la mia esperienza

Ho provato a seguire il percorso suggerito ne La via dell’artista qualche anno fa, durante il master in coaching. Il manuale suggerisce esercizi molto stimolanti ma richiede un impegno assiduo. Ecco perché, anziché mollarlo, ho scelto di portare avanti solo i due esercizi fondamentali indicati da Julia Cameron. Ho scritto le pagine del mattino per quasi un anno ed è stato illuminante. Invece, l’appuntamento con l’artista mi è risultato più ostico e anche più complicato da realizzare da un punto di vista organizzativo. Così, dopo tre o quattro incontri, ho desistito. A febbraio di quest’anno mi sentivo un po’ fuori fase, priva di stimoli, e mi è tornato in mente l’esercizio dell’appuntamento con l’artista. Ma, anziché relegarlo in qualche ritaglio di tempo, quando va bene, gli ho dedicato un posto d’onore nella mia agenda: le prime due ore “di lavoro” del lunedì. Se voglio davvero che serva a qualcosa, ossia che serva alla mia creatività, devo investirci — mi sono detta. La mia idea era di provare il collage analogico, dopo che a dicembre dello scorso anno avevo seguito un workshop della collage artist Katiuscia Toso, senza mai trovare il tempo di metterlo in pratica. Così, lunedì 2 marzo alle 9:00 ho tirato fuori tutto l’occorrente: io e il mio artista-bambino eravamo pronti! Ho realizzato una cartolina-collage e mi sono sentita la persona più felice e fortunata del mondo, come dimostra il messaggio del collage.

appuntamento con l'artista
Il primo collage che ho realizzato durante l’appuntamento con l’artista

Com’è andato il mio appuntamento con l’artista

Alcuni giorni dopo il primo appuntamento, è iniziato il lockdown. Visto che non si poteva più uscire e raggiungere le persone, mi è venuta l’idea di “usare” l’appuntamento con l’artista per realizzare delle cartoline da spedire fisicamente, in modo da eludere almeno in parte l’isolamento. Ho lanciato l’idea nella newsletter e ho chiesto alle iscritte a cui potesse far piacere di lasciarmi in privato il loro indirizzo. A questi nominativi ho aggiunto quelli di alcune persone selezionate da me. Ora avevo una buona scusa per non interrompere la consuetudine settimanale con l’artista. La prima sensazione, fortissima, che ho provato è stata la gioia, una gioia come non la sperimentavo da tempo. Ogni volta che sono nel mio studio con il mio tappetino da taglio, le riviste sparse ovunque, con il cutter, le forbici e le dita impiastricciate di colla, io sono in simbiosi con l’artista che c’è in me, mi lascio guidare, faccio fatica a dire basta quando, allo scoccare delle due ore, mi sussurra “solo un altro po’”. Divertirsi vuol dire letteralmente distogliere l’attenzione, volgere lo sguardo a un altrove diverso da quello solito. E l’appuntamento con l’artista è stato proprio questo per me: non pensare ai problemi, alle preoccupazioni, a tutto ciò che era legato al momento che stavamo vivendo. Quando sono con il mio artista interiore, sono lì al 100%, mi godo il momento, mi diverto come una matta. Tiro fuori un’indole leggera e avventurosa e mi sento creativa — persino io che ho sempre creduto di essere una pippa in tutti i lavori manuali.

appuntamento con l'artista
Alcuni dei collage che ho spedito

Cosa ho imparato dall’appuntamento con l’artista

L’appuntamento con l’artista ha messo a tacere la mia vocina stronza. A parte qualche flebile rimostranza, del tipo “ma non dovresti lavorare, invece di fare ‘ste pazzielle?”, che ho stroncato sul nascere, lei se n’è stata zitta per i fatti suoi. È stato allora che ho compreso una caratteristica del giudizio: la pressione dell’aspettativa. Mi spiego meglio. Se fossi partita dicendo a me stessa che volevo provare a fare dei collage in modo da esercitarmi per diventare “brava” in quella disciplina, il mio critico interno si sarebbe palesato all’istante facendomi notare che i miei lavori facevano schifo, che non sarei mai diventata un’artista del collage, eccetera. E addio divertimento! Visto che non avevo pretese, visto che mettevo in conto di essere negata col collage, visto che il mio fine non era compiere un’attività che fosse “produttiva”, la voce critica non si è scomodata neppure! Ho capito, cioè, che se vogliamo mettere a tacere il nostro censore interno, dobbiamo cambiare approccio, essere meno pretenziose e competitive, avere lo spirito di metterci alla prova non tanto per dimostrare qualcosa — a noi stesse o a qualcun altro cambia poco — quanto per scoprire nuove risorse, talenti ancora inespressi. Avere lo spirito di scoperta del bambino che inizia una nuova avventura. Tranquilla, non sono così ingenua: so bene che ci sono molte esperienze che non possono prescindere da un approccio volto alla produttività. Però che bello sarebbe riuscire a comunicare con maggiore frequenza e intesa con quel bambino che vive da qualche parte dentro di noi! Io, intanto, continuo ad allenarmi prendendo ogni settimana un appuntamento con il mio artista-bambino.

Che ne pensi? Proverai anche tu quest’attività? Se ti va di raccontarmelo, scrivimi! E se il post ti è piaciuto, se pensi che potrebbe essere utile a qualcuno che conosci, ti sarei grata se lo condividessi sui social.

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